sabato 22 dicembre 2012

Tredici passi in tredici notti


Sta arrivando Natale. E io ogni anno ho un indice di gradimento sempre più basso. Per intenderci del Natale sociale. 
Non ho messo addobbi, per nulla. Non ho capito che sta arrivando. Non ho visto le luminarie e gli alberi sgargianti. Non sono stata nei negozi affollati e non ho ascoltato per ore compilation ridondanti  Non ho nemmeno voglia di panettone, nemmeno la voglia di farlo. 
Ho solo pensato che fa freddo e il freddo non mi piace. Ho solo usato polvere d'arancia e di cannella. E cercato di ricordarmi le cose da fare. 
Mi sono venute in mente solo idee piccole. Ficcate dentro il cuore. 
Accenderò nella notte di Natale una candela, l'accenderò per ognuna delle tredici notte sante. 
Quelle notti uniche nell'anno in cui le forze e le energie del nostro universo fanno la loro strada per raggiungere il cuore della terra. 
Una terra chiusa su sè stessa, che in un abbraccio impenetrabile sta cercando di cullarsi per trovare la sua essenza. 
Con umiltà, con la voglia di prendersi come si è, con lo sguardo rivolto all'oltre, liberi da quella materia che rapisce la nostra anima, pronti a cambiare ed evolversi, con il pieno della nostra energia vitale, con rispetto del nostro essere fisico. Coltivando con ardore il proprio piccolo coraggio, cercando di essere artefici di armonia, offrendo il proprio amore senza prezzo, inseguendo lo spirito e aspirando alla via della libertà per me stessa. 
Non bastano per la mia imperfezione le tredici notti più lunghe dell'anno, ma possono essere un'occasione per essere origine e germe di un passo avanti. 

TEA-TIME BISCUITS ALLE SPEZIE E CIOCCOLATO

3 tazze di farina 2
1 tazza di malto di riso
1\2 tazza di olio di mais
1 cucchiaino di cremortartaro
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di polvere d'arancia*
1\2 cucchiaino di anice
1 cucchiaino e mezzo di cannella in polvere
1 cucchiaino di spezie miste per dolci
1\2 cucchiaino di curcuma*
1 macinata di pepe *
succo di mele 
2 tavolette di cioccolato fondente 

Mischiare la farina con il sale, il cremortartaro e le spezie. Unire quelli liquidi (usate succo di mele quanto ne richiede la farina per compattarsi) e iniziare ad impastare velocemente formando un panetto morbido. Stendere la pasta e tagliare dei rettangoli grandi come una bustina di tea. Stondare gli angoli in alto per dare la forma da bustina. Con uno stuzzicadente fare un buco nella parte superiore al centro.
Cuocere per circa 13 minuti a 180° in forno statico. Sfornare e lasciare raffreddare.
Una volta freddi, sciogliere a fiamma bassa il cioccolato in un pentolino, quindi intingere la base dei biscotti e mettere ad asciugare su una griglia.
Nel frattempo preparare le etichette seguendo la propria fantasia. La gnoma ad esempio li ha personalizzati per le sue amiche scout.
Ultima fase: infilate un filo nel biscotto e pinzate all'altro capo la vostra etichetta.

*Comprate arance bio e ogni volta che ne mangiate una, con un po' di pazienza, tenete da parte le bucce, eliminate la parte bianca e mettete a seccare. Potete farlo sopra il calorifero oppure come me con la stufa. Diventa facilissimo se usate un rigalimoni. Quando le bucce sono secche, frullate e avrete una polvere d'arancia aromatica e profumata. Stessa cosa con clementine, mandarini e limoni.

*Il pepe è il migliore amico della curcuma, una spezia preziosa dalle potenti proprietà benefiche: anticancro, antibatterica, antinfiammatoria, antiossidante e antidolorifica. Il pepe ha un'azione che permette di assorbire meglio questa spezia unica, che regala anche un colore caldo alle nostre preparazioni.

La ricetta è una mia libera rivisitazione di una proposta della scuola Sanagola della brava chef di cucina naturale Arianna Milano, prendendo spunto per la forma da questa pagina. La tazza che ho usata è quella da tea\cappuccino. 


Porto volentieri questo biscottini a Feli per la sezione "dolce" del contest Felici e Curiosi. Le ricette proposte devono contenere uno o più ingredienti dei "Magnifici 20"cioè delle 20 famiglie di alimenti che non devono mai mancare sulla nostra tavola e che sono proposte dal ricercatore Marco Bianchi.


“Con questa ricetta  DOLCE partecipo al contest Felici e Curiosi 
di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli

In questi biscotti potete trovare:
- spezie ed erbe aromatiche,
- il profumo della buccia degli agrumi,
- il cioccolato fondente,
- il malto.
Insomma questi biscotti fanno bene!

Partecipo anche alla raccolta di ricette natalizie di DariaLa Veg-Panettonata



mercoledì 19 dicembre 2012

Allunga la mano, prendila.

La felicità è dietro l'angolo, allunga la mano e prendila.
Per alcuni è la testa ricciola e cremisi di pochi mesi appoggiata alla propria spalla.
Oppure è essere lontani e vicini nello stesso tempo.
Altri è il passato che se ne è andato e ha lasciato fili di nulla tra le dita. Ed è la culla del rimpianto che non si spegne.
Può essere un viaggio lontano oltre il filo del mondo.
O la ricerca di quello che non si è, di quello che sta sempre un passo dopo.
La voglia di eterna giovinezza, di quella che era sul profumo della propria pelle e che ora nonostante tutto non torna.
Ancora è la morbidezza del pelo del tuo cane, i polpastrelli rosa del tuo gatto e gli occhi di luna che ti guardano.
E' la corazza di una coperta rosa nella stanza rosa.
O le immagini stereotipate che ti conducono nei corridoi di una vita organizzata come un supermercato.
E' la creazione che nasce dalle mani, è la forza di un valore in cui si crede.
Sentire di esserci perchè tutto va male. Vedersi allo specchio attraverso gli occhi di un altro.
Per me è una sottile linea tesa che abita nel cuore, che nei momenti di tormenta e in quelli in cui il sole mi abbraccia, semplicemente esiste. 
Sono viva, guardo le cose piccole.

INSALATA TIEPIDA DI QUINOA E CAVOLFIORE ROMANO AL PESTO DI SEMI DI ZUCCA


250 gr di quinoa
1 cavolfiore romano medio
3\4 cucchiai di semi di zucca
10 olive verdi
1 limone
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
sale

Lavare accuratamente la quinoa sotto il getto dell'acqua. Metterla in un coccio con 500 ml di acqua * e due pizzichi di sale. Portarla a bollore, quindi abbassare la fiamma, coprire e cuocere per circa 20 minuti, fino a quando avrà assorbito tutta l'acqua e si sarà aperta.
Nel frattempo pulire il cavolo romano, lavarlo sotto l'acqua e tagliarlo a cimette piccole. Cuocere al vapore per circa 15 minuti.
Tostare i semi di zucca in una padella per pochi minuti, quindi tritarli con uno spicchio d'aglio a cui è stato tolto l'anima centrale e le olive denocciolate.
Una volta cotta la quinoa, versarla in una pirofila e sgranarla delicatamente con la forchetta*. 
Unire il cavolo romano e condire con il pesto di semi di zucca e un cucchiaio di olio extravergine d'oliva. Completare con qualche filo di buccia di limone biologico.

*Tutti i cereali vano lavati per eliminare polvere e impurità. La quinoia va lavata anche pi accuratamente degli altri cereali perchè contiene una sostanza amarognola, che grazie al lavaggio viene eliminata. Il rapporto per cucinare la quinoa è 1 a 2: cioè per una quantità di quinoa e necessario il doppio di acqua.
*Per evitare che i cereali si incollino e impacchettino tra loro, una volta cotti dovete toglierli dalla pentola e versarli in una teglia, quindi sgranarli con la forchetta.

Delicata e tiepida questa insalata scappata dalla mia testolina quasi per gioco è indicata anche come piatto per un pranzo importante, magari proprio per le prossime feste.



Per Salutiamoci di dicembre con il cavol(fiore) ospitato da Mirco. E voi che cavolo fate?

giovedì 13 dicembre 2012

Vorrei strozzare una gnoma...



Oggi ho bisogno di consolazioni da mamma. 
La gnoma, oramai quasi quattordicenne, in terza media, infila tra una serie di buoni voti dei risultati orribili, rovinandosi tutto in quasi tutte le materie. 
Sostanzialmente non ha voglia di far fatica, di fare quella temibile e assurda fatica di darsi da fare, per il gusto di fare bene. 
Poi ovviamente arranca per recuperare, per sistemare. Ma non c'è nulla da fare, se la sua testolina bacata non capisce che con un certo tipo di lavoro e di cura ottiene risultati, non potrà altro che condannarsi a questo modo di affrontare le cose irrequieto, caotico e confusionario. Facendo il doppio della fatica, di quella fatica che non vuole fare. 
Le ho provate tutte: aiuti, consigli, regole. Presenza costante, presenza distante ma con un occhio sulle cose. Mi sono sciroppata capitoli di scienze all'ora di dormire per aiutarla a ripetere. Mi sono scervellata per capire teoremi di geometria per darle una mano. Le ho chiesto ogni giorno se aveva fatto tutto e se l'aveva fatto bene. Le ho lasciato autonomia, cercando la giusta misura tra l'esserci e non sostituirmi a lei. Tra lasciarle spazio e controllo. Le ho parlato tanto, le ho parlato poco.
Ma poi oggi torna a casa in una valle di lacrime perchè ha preso un altro votaccio in un'interrogazione, per cui lei non aveva fatto nulla. Insomma non ha studiato per nulla, perchè "non sapevo che interrogava!" Povera principessa dei miei stivali.
Ora sono arrabbiata nera. Furiosa. E preoccupata per una preoccupazione che lei non vede. 
Per ora è ai ferri corti e vivrà un bel periodo "senza"....senza cellulare, senza pc, senza.....
Ma voi come fate con i vostri adolescenti che adolesciano bellamente?
Ma voi come intervenite? Cosa dite? 
Aiutate una gallina che vuole strozzare una gnoma, please.

FARFALLE E CAVOLFIORE AL CURRY CON NORI E NOCI



per 5\6 persone:

500 gr di farfalle al kamut
1 cavolfiore bianco
1 cucchiaino di curry
1 cucchiaino di alga nori in fiocchi
10 noci
olio extravergine d'oliva
sale marino integrale

Pulire e lavare il cavolfiore, riducendolo in pezzi piccoli. Cuocere al vapore per 15 minuti. Nel frattempo preparare al dente la pasta.
Una volta cotta scaldare nel wok 3\4 cucchiai di olio extravergine d'oliva, saltare per qualche minuto i cavolfiori e poi unirvi la pasta, girando continuamente. Sciogliere il curry in un poco di acqua e versare sulla pasta, una volta assorbita condire con alga nori* in fiocchi e noci spezzettate. 

*Alga nori: con un elevato contenuto di proteine e vitamine, tra cui A(in dosi paragonabili a quello delle carote), B e C (la quantità della C è una volta e mezza quella dell'arancia). Lo scarso contenuto di iodio e sodio fanno della nori un'alga adatta a quasi tutti e che si può mangiare più frequentemente, anche grazie al suo gusto delicato e leggero. Grazie alla taurina riduce il tasso di colesterolo nel sangue e rende più efficace il lavoro del fegato. Favorisce l'eliminazione di accumuli e grassi. E' ricca di sali minerali come zinco, manganese, rame e selenio, tutti fondamentali per il buon funzionamento del nostro metabolismo. E' l'alga che si usa per il sushi, ma la si trova anche in fiocchi



Per Salutiamoci di dicembre con il cavol(fiore) ospitato da Mirco. E voi che cavolo fate?

AGGIORNAMENTO DEL 09\09\2013: questa ricetta partecipa a Salutiamoci ospitato da Sabrina di Les Madeleines di Proust




venerdì 7 dicembre 2012

Corso di eco-regali a Varese




Cari amici e amiche,
con grande gioia e fermento siamo contente di annunciare i primi tra una nuova serie di corsi che verranno proposti dall’Associazione di Solidarietà Familiare Genitori Quasi Perfetti.
In questa prima occasione Miriam e Lorenza vi insegneranno a creare piccoli regali di Natale sia di tipo alimentare, sia per la cura del corpo, con ingredienti naturali, semplici e utilizzando poco tempo.
Verranno presentate e dimostrate delle ricette, ponendo una particolare attenzione al confezionamento e alla presentazione, utilizzando preferibilmente materiali di recupero. Tutti gli ingredienti sono di facile reperibilità e adatti alla lunga conservazione. I partecipanti torneranno a casa con un campione ben confezionato di ogni proposta, insieme alla dispensa con tutte le ricette.
Insomma vi aspettiamo nella bellissima sede del Tempo Insieme a Castiglione Olona nel Castello di Monteruzzo.
Per qualsiasi informazione contattateci.
Vi siamo grati se decidete di aiutarci facendo conoscere il nostro corso attraverso il passaparola, inoltrando ad amici interessati il nostro volantino.
Grazie di cuore
Miriam e Lorenza
Su fb siamo qui!



Se qualcuno è interessato può contattarmi. Il corso è itinerante: se non puoi venire tu da noi, veniamo noi da te. Chiedi info!

venerdì 30 novembre 2012

Vorticosamente



In questi giorni tutto accade e lo fa in un attimo. Sono dentro in un momento vortice, ma è un vortice generativo e creativo, un vortice spazio tempo che potrebbe avere il potere di portarmi in una nuova dimensione. Nuove idee prendono forma, nuovi incontri danno la materia e gli strumenti per renderle concrete. Liste di cose da fare, progetti piccoli che tutti insieme fanno uno grande. C'è una gnoma, fluida come acqua di torrente che teme di vedere nello specchio liquido la sua immagine. C'è una gallina che con un'altra gallina prova a mettere insieme qualcosa di nuovo, che sia buono e che sia bello. C'è un'amica che ha la bacchetta magica per trasformare i miei pensieri in qualcosa da toccare. Ci sono cose pratiche da fare tra gli angoli delle chimere e le camminate sotto la pioggia con i miei cani per respirare. C'è la gioia per provare e il timore di sbagliare, c'è anche il mio orologio fisico che sta per fare click sulla fermata che non mi piace, ma poi passa e passerà. 

TORTA SALATA DI ZUCCA E DI RADICCHIO DI CAMPO


per la pasta:
200 gr di farina integrale
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
sale
acqua frizzante q.b.
50 gr semi di sesamo

per il ripieno:
300 gr di zucca 
1 porro
1 mazzo di radicchio di campo
shoyu
semi di finocchio

Impastare farina, sesamo, un pizzico di sale con l'acqua frizzante per ottenere una palla di pasta elastica, da lasciare a riposo.
Preparare le verdure. Lavare e scottare il radicchio di campo per 2 minuti in acqua bollente salata. Lasciarle sgocciolare nello scolapasta mentre si prepara il resto. Tagliare i porri finemente e tagliare la zucca a cubetti. Scaldare un po' di olio extravergine d'oliva in un wok e saltare la zucca e i porri fino a quando saranno ammorbiditi, mettendo all'inizio della cottura un pizzico di sale e mescolando continuamente. 
Prendere il radicchio, strizzarlo e tritarlo con la mezzaluna. Unirlo alle verdure cotte e condire con 1 cucchiaio di shoyu, insieme a 5\6 semi di finocchio.
Spennellare un teglia da crostata con l'olio. Prendere la pasta, dividerla in due parti. Stenderne una parte in una sfoglia sottile e metterla nella teglia, versare le verdure cotte. Stendere la seconda parte della pasta e ricoprire il tortino sigillando bene i bordi. Se si vuole con un po' della pasta si possono creare delle decorazioni. Bucherellare la superficie con uno stuzzicadenti  e cuocere in forno a 180° per 30 minuti. Spennellare la superficie con acqua e shoyu e rimettere in forno per altri 3\4 minuti per farla dorare.

Questa torta arriva dritta dritta dal corso Pane e Pizza dello scorso weekend alla Sanagola, dove sto frequentando tutto il percorso per cuoco di cucina naturale. Lo chef che ha tenuto il corso è davvero una persona speciale, di grande esperienza, ma soprattutto capace di profonda ispirazione. Ho imparato così tanto da lui! E ho sempre avuto l'impressione che le idee gli arrivassero direttamente dalle nuvole. Ringrazio con tutto il cuore Gianfranco Berton e spero davvero di poterlo incontrare di nuovo.

Per Salutiamoci con la zucca ospitato da Dealma. Proprio alla scadenza. Vi ricordo che da domani Salutiamoci cambia casa e cambia ingrediente. Insomma restate sintonizzati!

martedì 20 novembre 2012

Tutto è possibile


C'è un momento sulla strada dei sogni, quando stanno  per divenire reali, che sono ancora pura essenza di vago, tra fantasticheria e speranza.
E' il momento in cui parla l'anima, in cui risuona il cuore.
Lì si nasconde l'elisir del bello, quello filosofico, quello che fa da specchio al buono,
quello che è il passo sull'orizzonte, che si apre del tutto possibile.
Quando ancora la testa dell'uomo non ha ancora il coraggio di sporcare con i fronzoli eccessivi del formalismo e allora, appunto, tutto  è possibile.

PASTA AL FORNO CON CAVOLFIORE E CURCUMA



500 gr di pasta
1 cavolfiore
4 cucchiai di farina tipo 2
500 ml di latte di soia
250 ml di acqua
sale
curcuma
pepe
noce moscata
lievito alimentare in scaglie*
tamari*
olio extravergine d'oliva

Portare a bollore una pentola d'acqua salata per cuocere la pasta.
Pulire il cavolfiore riducendolo in piccoli pezzi. Quando mancano 5 minuti alla fine cottura della pasta buttare anche il cavolfiore in modo di scottarlo brevemente. Scolare.
Preparare la besciamella mescolando la farina con 2\3 cucchiai di olio extravergine d'oliva e formando una pastella. Utilizzando una frusta si eviterà di formare i grumi. Unire un po' alla volta  il latte di soia e l'acqua, continuando a mescolare. Salare e insaporire con la noce moscata. Portare a bollore e cuocere ancora per 5 minuti. Un minuti prima di spegnere unire la curcuma e un pizzico di pepe. La besciamella dovrà essere fluida.
Prendere una teglia da forno, ungerla leggermente e mettere la pasta con il cavolfiore. Versare a poco a poco la besciamella, amalgamandola bene alla pasta con l'aiuto di un cucchiaio.
In una tazzina mescolare 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva con il tamari. Spennellare la superficie della pasta con un pennello e buttare a spaglio il lievito alimentare.
Infornare a 200° per circa 15\20 minuti fino a doratura.

*Il lievito alimentare in scaglie è un condimento molto gustoso. E' lievito di birra essiccato e proprio a seguito di questo trattamento è inattivo, cioè non è più in grado di fermentare. Mantiene però tutte le sue proprietà nutrizionali. E' ricco di proteine, amminoacidi e sali minerali come calcio, ferro, cromo, zinco, vitamine (in particolare del gruppo B). 

*Il valore nutrizionale del tamari è legato al suo valore proteico, nella medicina tradizionale è impiegato in molti preparati utili per il cuore e la circolazione.
Si distingue dallo Shoyu per un sapore più deciso e marcato, ma ne condivide le stesse proprietà: basso contenuto di sodio, può essere usato come sostituto del sale. E' apprezzato come rinforzante e svolge un'azione benefica per la digestione.
Basta qualche goccia di tamari per dare sapore a verdure, minestre, zuppe, evitando di usare il dado o per arricchire il sapore di piatti freddi, insalate e paste.
E' considerato un buon integratore alimentare, ricco di proteine, enzimi vitamine ed oligoelementi.


La pasta al cavolfiore da sempre è uno dei piatti preferiti nel pollaio e ultimamente nella versione al forno  la più gettonata. Anche perchè lo prepariamo in anticipo ed  pronto per quando si ha fretta o si arriva tardi. Porto volentieri questo bel piatto di pasta a Ravanella per la sezione "salati" del contest Felici e Curiosi. Le ricette proposte devono contenere uno o più ingredienti dei "Magnifici 20"cioè delle 20 famiglie di alimenti che non devono mai mancare sulla nostra tavola e che sono proposti dal ricercatore Marco Bianchi.


Con questa ricetta SALATA partecipo al contest Felici e Curiosi 


Nella mia pasta potete trovare:
- cavolfiore che fa parte della famiglia dei cavoli, ricca di vitamina C, acido folico, fibra e potassio.
- curcuma, pepe e noce moscata della famiglia spezie e erbe, capaci oltre che di insaporire i nostri piatti, di avere effetti anticancro, oltre che antinfiammatori .
- latte di soia e tamari, della famiglia della soia, 
- olio extravergine d'oliva.

martedì 13 novembre 2012

Passaggi di ombre


Sembra che tutto sia fermo. 
Muovo i miei passi, faccio le mie cose, apparentemente con calma. 
Ma basta un nulla, un piccola passaggio di ombre e non ci sono e sono via. 
La testa che va più veloce dei passi, la passione che va più veloce delle mie mani.
Antipodi di sentimenti che galleggiano nel mare dello stato d'animo.
Pensieri irrisolti e fumi dal cuore.
Serpentine e maligne esaltazioni della coscienza.
Indolenti e apatiche osservazioni della mente.
Singolari consolazioni celesti. 
E questa terra che sa di umido.

PASTA E FAGIOLI ALLA ZUCCA


per 4 persone:
120 gr di fagioli borlotti secchi
5 cm di alga kombu
1\2 zucca delica
1 cipolla rossa
1 spicchio d'aglio
1 rametto di rosmarino
200 gr di ditalini integrali
sale
miso di riso
prezzemolo fresco

La sera precedente mettere in ammollo i fagioli borlotti e l'alga kombu* dopo averla sciacquata sotto l'acqua. 
Il giorno successivo lavare i fagioli e l'alga e cuocerli insieme nel coccio con abbondante acqua per circa 40\45 minuti o fino a quando saranno teneri. 
Nel frattempo lavare la zucca sotto l'acqua spazzolandola accuratamente, tagliarla a pezzetti (buccia compresa). Pulire e affettare sottilmente la cipolla. 
Unire le verdure, compreso lo spicchio d'aglio e il rosmarino, ai fagioli e cuocere per 10 minuti. (Valutate se il brodo che si è formato è sufficiente per la vostra zuppa o se è necessario aggiungere altra acqua).
Con il frullatore ad immersione frullare grossolanamente in modo da rendere cremoso il brodo, ma nello stesso tempo lasciando qualche pezzo di zucca e parte dei fagioli interi.
Unire i ditalini e proseguire la cottura in base ai tempi di cottura della pasta che avete scelto.
Una volta cotta prelevare un mestolo di brodo, sciogliervi dentro due cucchiaini di miso* e quindi versare la cremina che si è formata nella pentola, lasciandolo sobbollire lentamente (assolutamente non bollire) per 3 o 4 minuti. 
Servire caldo e fumante, decorando con il prezzemolo tritato.


*L'alga kombu è ricca di ferro, calcio, iodio, magnesio, vitamine C, A e varie del gruppo B. E' un depurativo intestinale, stimola reni e apparato digerente, regola la pressione sanguigna. Siccome è ricca di acido glutammico può essere usata nell'ammollo e nella cottura dei cibi e soprattutto dei legumi, perchè in grado di ammorbidire le fibre e renderli più digeribili. 
Siccome è ricca di sodio non si consiglia di mangiarla spesso perchè risulterebbe eccessiva se sommata al sale che già normalmente si consuma.

Un pezzo di alga kombu può essere utilizzato due volte: dopo il primo ammollo e la prima cottura, lavatela sotto l'acqua e mettetela ad asciugare su un pezzo di carta assorbente. Riutilizzata per la preparazione successiva.

*Il miso  secondo me è un alimento salvavita e lo trovo particolarmente delizioso. Dovrebbe essere consumato almeno una volta al giorno e si può usare per arricchire zuppe, risotti, verdure o per preparare salsine. Stimola la digestione di proteine, grassi e carboidrati  ma soprattutto arricchisce la flora batterica intestinale. E' possibile usarlo al posto del dado, magari abituandosi a poco a poco al suo sapore. Unica attenzione importante: il miso non va mai cotto o bollito, per questo è importante unire a cottura ultimata e farlo sciogliere.

Una pasta e fagioli quasi tradizionale, solo che a fare da legante c'è il dolce sapore della zucca. Così il tutto si trasforma in una coccola in tazza grande, dove affondare il cucchiaio, mentre si chiacchiera in famiglia. Il dolce smorza qualsiasi inalberato stato d'animo che arriva da fuori. 

Per Salutiamoci con la zucca ospitato da Dealma
P.s. Artù ha trovato la sua casa, il suo umano e l'amore: è stato adottato. 

mercoledì 7 novembre 2012

Solo grazia dal cielo

056

Piano piano mi avvolgo in me stessa. E il solito periodo del solito autunno.
Quello che sempre stride con le forze che mi contraddistinguono. 
Forse ho perso del tempo passato a sciogliermi nella linfa dei fiori. 
Il ritmo del cuore, l'irrompere del respiro appare stonato, credevo con il fuori, invece è con me.
Dentro mi reclino in me stessa e mi lascio andare.
Poi come folgori, nel grigio che mi addormenta, fiamme di rosso fuoco.
Le foglie stanno lì, in silenzio. In una notte decidono di colorare il mondo.
Ho provato a rivolgere pensieri all'universo.
Sentivo riecheggiare la mia domanda tra le nuvole, quasi come non fosse mia la voce e ho trovato le risposte nelle pieghe della giornata.
Dentro allo squillo del telefono o come pensiero improvviso. 
O come battito del cuore.
Ora è solo grazia del cielo.

SGONFIOTTI DOLCI ALLA ZUCCA E ALLE CASTAGNE

001

per la pasta:
200 gr di farina di farro integrale
60 gr di pasta di nocciole
succo di mela
sale
semi di papavero
1 cucchiaino di malto
acqua

per il ripieno:
1\2 zucca
150 gr di castagne lesse
1 bastoncino di cannella
50 gr di uva passa
succo di mele
sale

012

Impastare la farina con la pasta di nocciole, un pizzico di sale e il succo di mele necessario per ottenere una palla di pasta morbida ed elastica che lasceremo riposare.
Nel frattempo pulire la zucca, eliminando semi e buccia e tagliarla a cubetti. Cuocerla con mezzo bicchiere di succo di mela, il bastoncino di cannella, l'uva passa e un pizzico di sale.
Quando sarà morbida frullarla con il frullatore ad immersione e unire le castagne tritate grossolanamente.
Riprendere la pasta, stenderla su una superficie infarinata in una sfoglia sottile e con un tagliapasta di cm 9 formare dei dischi.
Riporre un cucchiaio scarso di ripieno in una metà del disco, spennellare i bordi con un po' di acqua e chiudere a mezzaluna.
Sciogliere il malto nell'acqua e spennellare tutti gli sgonfiotti, passarli nei semi di sesamo e metterli su una teglia da forno.
Cuocere a forno ventilato a 200° per 15 minuti e fino a doratura.


Per Salutiamoci con la zucca ospitato da Dealma
Dei dolcetti davvero gratificanti, la pasta è una rielaborazione di una proposta dello Chef Giovanni Allegro fatta durante il corso che avevo frequentato a primavera presso Cascina Rosa. Mentre il ripieno è nato da solo. 
Uno tira l'altro. Parola di bau!

PicMonkey Collage

giovedì 1 novembre 2012

Salutiamoci di novembre: la zucca


Il mese di ottobre finisce rimproverandoci di aver amato troppo il sole e di aver goduto della finta estate che aveva deciso di regalarci. Forse gli ha dato fastidio avermi trovato a distendere la pelle sotto i raggi per guardarla in controluce. Mi butta con un calcio in novembre e mi lascia ai piedi pozzanghere zeppe d'acqua, da entrarci con gli stivali rosa e aria fredda che si annida nelle ossa. Difficile per me, che sono nata sotto il sole accettare questo ripiegarsi, così tossisco e soffio il naso colante, cercando di riscaldarmi. Il freddo mi stanca e mi rattrista. Ho bisogno di energia, di calore e di bene.
La zucca, tonda e paffuta, morbida e dolce diventa allora una buona amica. Quel dolce giusto per armonizzare il mio stato d'animo e per porre il caldo dentro me. 
Mangio arancione per cercare di assomigliare a quegli altissimi alberi che in mezzo alla nebbia fiammeggiano. 
Mangio arancione per trovare la giusta forza per affrontare il grigio umido.
Mangio arancione perchè è buono.

Il mese di Ottobre era al sapore di castagna, trovate qui tutte le ricette dalla bravissima e dolcissima Alice
Nel mese di Novembre Salutiamoci è ospitato da Dealma della Via Macrobiotica.
L''ingrediente da sperimentare è la ZUCCA.
Nel nostro blog trovate le regole del gioco, la tabella degli ingredienti da usare e la presentazione del cibo principe del mese. Qui anche la pagina FB per essere aggiornati con ricette e novità.


CROCCHETTE DI MIGLIO E ZUCCA


160 gr di miglio
1 cipolla rossa tritata
1\4 di zucca pulita e sbucciata e tagliata a cubetti piccoli
2 cucchiai di prezzemolo tritato
2 cucchiai di shoyu
1 cucchiaio di zenzero grattugiato
sale marino integrale
100 gr farina integrale
olio extravergine d'oliva

Cuocere il miglio in 500 ml di acqua e un pizzico di sale per circa 30 minuti. Far raffreddare ponendolo in uno scolapasta a trama fine, in modo da eliminare l'acqua in eccesso.
Quando è freddo mescolare il miglio con le verdure tritate, la zucca, il prezzemolo. Insaporire con lo shoyu e con il succo di zenzero, ottenuto spremendo lo zenzero grattugiato e mescolare il tutto, utilizzando le mani.

Formare delle palline schiacciate, spennellarle con l'olio e infarinarle. Riporle in una teglia con carta da forno. 
Cuocere in forno ventilato  a 200° fino a quando saranno dorate (per circa 15 minuti).

Le crocchette di miglio sono tipo ciliegie, una tira l'altra! Il sapore pizzicorino dello zenzero si sposa con il dolce della zucca. Ho preso ispirazione dalle crocchette proposte dallo chef Giovanni Allegro nel libro "Prevenire i tumori mangiando con gusto", sostituendo le verdure. Ovviamente le porto subito a SALUTIAMOCI DI NOVEMBRE: LA ZUCCA

martedì 30 ottobre 2012

Artù palla di pelo morbida




Ciao ragazzi !Io sono Artù! 
Non trovate che ho un nome bellissimo.  A me piace tanto, infatti anche se è un nome nuovo di zecca, appena lo sento sgrano gli occhi e mi metto a pancia all'aria. Bhe, veramente non mi metto a pancia all'aria solo se sento dire Artù, ma anche quando mi chiamano piccolino, cipollino, pisquano o qualsiasi altra cosa che mi viene detta guardandomi negli occhi. 
Mi piace fare un sacco di cose: correre, giocare, scodinzolare, annusare e mangiare. 
Ma la cosa che mi piace di più è stare a pancia all'aria, scodinzolando e agitando le zampette. Lo faccio sempre, lo faccio con gli umani grandi e piccoli, lo faccio con i cagnoni, anche i più seri e lo faccio pure con quei pazzi dei gatti.
Mi piace anche dare tanti baci agli umani, leccarli affettuosamente per dire loro che mi fa felice quando mi trattano bene, mi grattano la pancia o mi accarezzano la testolina.
Passo la giornata a giocare con palle e giochetti rumorosi, a sgranocchiare ossetti e a fare tutte quelle cose meravigliose che mi insegnano e che magicamente mi portano ad ottenere un goloso bocconcino. 
Ad esempio ho capito benissimo che se mi dicono seduto, io sto tranquillo e subito "gnam". Oppure quando mi mettono il guinzaglio e mi portano a spasso, oltre a vedere un sacco di cose in giro, se sto tutto precisino ecco che "gnam" mi arrivano cose buone.Ragazzi io vi dico un gran segreto: se si sta molto attenti e si capisce bene e si fanno le cose che ci chiedono...allora si che è vita, arrivano coccole e bocconcini. 
Ora io sto qui a casa della Lo e mi ha fatto una promessa, mi ha detto che troverà il posto perfetto per me, quello dove vivere felice. 
E sapete come deve essere il posto perfetto? Pieno di amore, con degli umani che sono felici di vedermi a pancia all'aria e mi accarezzano gentili. 

Insomma avete capito, per ora Artù sta con noi, ma cerca casa. Non potrà stare a lungo, perchè si è un po' strettini.

Bellissimo cucciolo di ca 5 mesi, incr. pastore australiano, dolce e socievolissimo, ceduto da famiglia per un problema di allergia, cerca casa urgentemente. Va d'accordo con bambini, cani e gatti.  Adatto ad ogni famiglia che, seguendo la sua indole, cercherà di tenere sempre unita.

Se siete interessati o se conoscete qualcuno che può volergli bene non esitate a contattarci:
per info tel. ENPA VARESE 331.42.600.11 ORE 18-20  OPPURE galline2ndlife@yahoo.it.
Si affida previo controlli pre e post affido nella provincia di Varese. 

RISO INTEGRALE SALTATO CON SEMI DI GIRASOLE



per 1 persona:


1 porzione di riso integrale già cotto*

radicchio rosso affettato
una manciata di semi di girasole
1 cucchiaio di shoyu*
1 cucchiaino di olio extravergine d'oliva
prezzemolo fresco

Tritare il prezzemolo fresco e tostare i semi di girasole in una padella antiaderente. Dopo aver spento condirli con un cucchiaio di shoyu.

Scaldare il cucchiaino di olio con uno di acqua in una padella. Quando è caldo mettere il radicchio e cucinare a fiamma viva per un paio di minuti, mescolando continuamente. Unire il riso e continuare a girare fino a che non è caldo. Spegnere e condire con il prezzemolo tritato e i semi di girasole conditi. 


*mangiare i cereali integrali è la base per un'alimentazione sana e naturale, ma sappiamo che richiedono tempi di cottura lunghi. Una buona soluzione è quella di cucinare con la ricetta base grandi dosi di cereale e poi conservarli in contenitori di vetro in frigorifero. In questo modo possiamo organizzarci per qualche giorno. Lo stesso può essere fatto con i legumi e con il brodo di verdura.


*lo shoyu è la salsa che deriva dalla fermentazione della soia. Ha un sapore più leggero del tamari e contiene frumento, quindi non è adatta ai celiaci, che potranno sostituirlo con il tamari, che invece non contiene glutine.


Questo riso l'ho preparato al volo per il pranzo solitario di una gallina abbandonata nel suo pollaio. Io ho aggiunto un cucchiaio di fagioli con l'occhio lessati, ma non sono necessari. E' un piatto completo anche senza. 

...e si lo so che non c'è sale, non serve!
Ma ora non distraetevi, pensate ad Artù e aiutatemi a condividere il suo appello! Grazie

Aggiornamento del 13 ottobre 2013
Il riso integrale è l'ingrediente del mese di Ottobre di Salutiamoci. Le ricette sono raccolte da Satzuki

lunedì 22 ottobre 2012

La grande città


Quando vado nella grande città, ci torno sempre con una sensazione di fiato che manca, di sudicio sulle mani, di rimbombo nelle orecchie. Il sapore in bocca è fumoso e gli occhi sono tristi. 
Mi fa strano vedere sotto la grande cupola trasparente questo universo parallelo, che giustifica ogni caso per non vedere il nero in cui si trova. 
Sto male per i bimbi sballottati e dagli occhi sgranati, che cercano nonostante tutto di mantenere il loro colore, la loro essenza e sono sollevata ogni volta che identifico la mano che li tiene.
Sto male per gli anziani, dentro ai loro completi eleganti, ma un po' usati, che rischiano di cadere ad ogni fermata della metro, che rischiano di essere calpestati dalla coda di destra perchè vanno troppo piano. Annego nei loro occhi che sembrano non riconoscere più nulla, che hanno perso la via per questo nuovo alfabeto velocizzato.
Sto male quando vedo persone di altri paesi che si cancellano piano piano, perdono i loro odori, le loro abitudini, quando fanno domande e non ricevono risposte.
Negli occhi di chiunque un'estrema stanchezza, un estrema solitudine, tutto avvolto da un rumore così mescolato da ogni cosa e dove raramente trovi il tratto umano.

Mi spiace apparire una piccola provinciale soffocata che non trova il bello nella grande città.

TORTA SEMPLICE DI CASTAGNE


280 gr di farina tipo 2
40 gr di amido di mais
200 ml di succo di mele
140 ml di latte di riso
70 gr di uva passa
100 gr di castagne bollite
60 gr di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di polvere secca di buccia d'arancia (o la buccia di un'arancia fresca grattugiata)
1 pizzico di vaniglia in polvere
1 bustina di cremortartaro
sale

Preriscaldare il forno statico a 180°. Mescolare in una ciotola la farina, l'amido, il sale e il cremortartaro.  Frullare l'uva passa, dopo averla lasciata in ammollo, con una piccola parte del succo di mele. In un'altra ciotola mescolare tra loro tutti gli ingredienti liquidi: olio, frullato di uva, succo di mele e latte di riso. Miscelare i due composti fino ad ottenere un impasto cremoso e fluido. Se è necessario aggiungete ancora un po' di latte di riso, l'impasto deve essere davvero morbido. Alla fine unire le castagne bollite, la scorza dell'arancia e un pizzico di vaniglia e amalgamare. Oliare e infarinare uno stampo per torte, versare l'impasto, livellarlo e cuocere per 40 minuti a 180° (fate la prova stecchino).

Una torta semplicissima, che la gnoma ha eletto come "perfect for..." la colazione e la merenda. Io ero convinta mancasse di qualcosa, ma appena finita lei  ha deciso di rifarla uguale uguale e subito.

La porto da Azabel , la meravigliosa padrona di casa che ospita questo mese le castagne per Salutiamoci.

lunedì 15 ottobre 2012

Stranamente mangiando


Chi sa poco di cucina naturale, pensa che questo sia una cucina punitiva e triste. Se ci si aggiunge che sono vegana, allora nascono tantissime fantasie sul fatto che mi nutro solamente di insalate e verdura, che sarò anemica, con le ossa rotte e senza energia. Se mi lamento per il mal di testa è perchè non mangio carne e se al galletto viene mal di schiena è perchè io non gli preparo carne. Si scopre che per molti la verdura prevista è rappresentata solo da pomodori e patate. Che se si parla di cereali al massimo si pensa ad una pasta al pomodoro. Se chiedi se li mangiano, pensano a quelli della colazione del mattino molto chip e pop.
Poi ci sono quelli che credono di far finta di occuparsi della loro salute e invece di mangiare trasformano la loro cucina in un laboratorio di chimica, preoccupandosi di quanti punti proteine\carboidrati\grassi si aggiudicano ad ogni portata. Ci sono quelli che sbarellano convinti di non avere abbastanza omega3 e quelli che sbroccano nel terrore di non avere abbastanza proteine e tutto ciò li condurrà verso un destino crudele. Poi non si preoccupano dello zucchero che mangiano e che è causa di molte malattie croniche. Non si fanno domande sulla qualità del cibo che acquistano e finiscono con il mangiarsi i taralli al mangime di cavallo. Chi crede che le informazioni per la propria salute si prendano dalla pubblicità e si fanno manipolare dagli spot. Insomma ci sono un sacco di muri e di pregiudizi, che scattano quando si pensa all'alimentazione. Denunciano una paura dilagante di cambiare, di provare e di imparare. Sottolineano un disinteresse nei confronti della propria individualità, per stare nelle accoglienti braccia dei luoghi comuni.

RISOTTO DI ZUCCA E CASTAGNE ALLA SALVIA


per 4 persone:
250 gr di riso integrale
1\2 zucca delica
1 cipolla rossa
sale marino integrale
olio extravergine di oliva
acidulato di umeboshi
4\5 foglie di salvia
1 litro di acqua
20 castagne

Mettere in ammollo il riso in acqua e poi lavarlo accuratamente sotto l'acqua.
Sbucciare le castagne eliminando anche la pellicina, tritarle grossolanamente con il coltello.
Lavare la zucca spazzolandola accuratamente per togliere qualsiasi residuo di terra, tagliarne una metà a cubetti dopo aver eliminato i semi.*
Pulire e tritare la cipolla
Mettere in pentola a pressione riso, cipolla, zucca, castagne, un pizzico di sale e l'acqua. Cuocere per 30 minuti dal fischio a fiamma bassa. 
Questo piatto si può preparare in anticipo e lasciarlo in pentola pressione con coperchio chiuso fino al momento di gustarlo, in questo modo la cottura continuerà e il riso risulterà più morbido e cremoso. 
Prima di servire mantecare con 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva e la salvia sminuzzata con la mezzaluna. Aggiustare di sale se necessario, io ho usato l'acidulato di umeboshi.*

*La buccia della zucca è commestibile, usatela quando la cucinate! Vi perdono solo se desiderate ottenere un effetto cromatico di "total orange" per un risotto speciale.
*L'acidulato di umeboshi deriva dalla fermentazione delle prugne umeboshi, è un condimento che sostituisce il sale più che l'aceto e che ha ottimi benefici: è alcalinizzante e bilancia l'eccessiva acidità, favorisce la digestione, aiuta l'intestino, depura il fegato, aiutando l'eliminazione delle tossine.

Alcune contaminazioni per arrivare a questo risotto: da Stefycunsy ho imparato il metodo per prepararlo, da Uva ho preso il profumo finale e da Salutiamoci le castagne. Il risultato è davvero appagante, morbido e cremoso, profumato, la castagna regala un tono dolce e una sensazione al palato arrendevole. Porto il mio risotto ad Azabel per Salutiamoci di Ottobre.

martedì 9 ottobre 2012

Fare l'impossibile

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Mi sono iscritta ad un nuovo corso della palestra che sta qui in fondo alla strada della vita. Si chiama: "Fare l'impossibile". I prerequisiti richiesti sono:
- capacità di vedere oltre la realtà tangibile,
- capacità di sognare al di fuori ogni misura,
- bisogno primario di credere nell'assoluto, soprattutto se è bene,
- ostinazione e caparbietà,
- una certa sordità per i suoni bassi, mormorati e corali,
- individualità definita e determinata, non perfetta, ma perfettibile.
La cosa strana è che l'insegnante mi assomiglia terribilmente. E che i compagni di corso sono persone che amo.

AVENA CON CASTAGNE E CAVOLO ROMANO
012

per 4 persone:
250 gr di avena decorticata
1 cipolla rossa
1 cavolo romano
15\20 castagne
alloro 
semi di finocchio
olio extravergine d'oliva
sale
prezzemolo
1 spicchio d'aglio

Lessare l'avena in pentola a pressione per 20 minuti, dopo averla lasciato in ammollo almeno 6 ore* e averla lavata sotto l'acqua corrente.
Tagliare la buccia delle castagne e farle bollire in acqua insieme all'alloro e ai semi di finocchio per 15 minuti. Quindi sbucciarle, eliminando anche la pellicina* e tritarle grossolanamente.
Scottare in acqua bollente i ciuffetti di  cavolo romano per circa 5 minuti e scolarli. Sminuzzare con il coltello i ciuffi di cavolo.
Nel frattempo tritare con il coltello la cipolla rossa e rosolarla nel wok con un cucchiaio di olio extravergine d'oliva e un pizzico di sale. Una volta appassita aggiungere il cavolo sminuzzato e le castagne, insieme allo spicchio dell'aglio schiacciato. Rosolare per un paio di minuti e unire l'avena cotta. Aggiungere mezzo bicchiere d'acqua e proseguire la cottura per altri 10\15 minuti. Una volta spento distribuire generosamente il prezzemolo tritato ed eventualmente aggiustare di sale. 

* si può evitare l'ammollo aumentando i tempi di cottura
* questa operazione viene benissimo fino a che le castagne sono calde

Finalmente ho le castagne. Le ha trovate il papà del galletto nei nostri boschi. E sono doppiamente contenta, sia perchè ho finalmente la materia prima per Salutiamoci e per Azabel, sia perchè le castagne quest'anno sono belle, sane e buone. Forse la malefica vespa cinese è stata fermata almeno nella nostra zona?


venerdì 5 ottobre 2012

La meraviglia del giorno che nasce



La meraviglia del giorno che nasce.
Quando apri le finestre e magari la luna, ancora tonda, aspetta ad andarsene per toccare in quel brevissimo attimo il sole che arriva. Allora la vedi che annega nel cielo che impallidisce, ma rimane aggrappandosi con tutte le forze al nuove giorno, mentre la notte la ruba.
Quando intorno al tavolo le nostre facce ancora addormentate si incontrano, senza tante parole, ma solo seguendo le note di una canzone, il ritmo di una danza, la risata di una scemenza radiofonica.
Quando dopo aver compiuto veloce i primi obblighi, riesci a scappare in campagna e allora vedi gli esseri della natura che aleggiano ancora per un attimo sopra il verde dei prati, per poi decidere dove andare, disperdendosi forse nell'aria, forse nelle profondità della terra.
Quando annusi l'aria e conosci quell'odore umido di questa stagione che mima il morire, ma che insegna ad entrare dentro sè, per vedere da vicino quel briciolo di cuore e di coraggio che serve per essere vivi.
Quando puoi sorridere e salutare anche persone che non conosci, perchè nelle prime ore del giorno, quando la luce è ancora quieta, non importa se ci hanno insegnato che siamo tutti lupi cattivi e vediamo la persona.

LA CREMA DI NOCCIOLE ALLE CARRUBE E CACAO


125 gr di nocciole pelate e tostate
3\4 cucchiai di malto di riso
2 cucchiai di farina di carrube*
2 cucchiai di cacao amaro*
1 pizzico di sale
1 pizzico di vaniglia in polvere
latte di riso

Tritare le nocciole il più finemente possibile, riducendole a farina. (Io uso un robottino arcaico di quelli per tritare le cose, poi trasferisco tutto in un normale frullatore).
Mettere la farina di nocciole nel frullatore con tutti gli altri ingredienti e frullare a lungo, aggiungengendo latte di riso fino ad ottenere una crema omogenea e liscia.


*questi due ingredienti fanno dosati a piacere, in base al proprio gusto. Si può aumentare la carruba e diminuire il cacao se piace.

SALAME DOLCE ALLA CARRUBA


40 gr di olio extravergine d'olive
2 cucchiai di farina di carrube
1 cucchiaino di cacao amaro
1 cucchiaino di farina di semi di carrube
1 pizzico di vaniglia
1 pizzico di sale
30 gr di uvetta passa
150 gr di latte di riso
150 gr di biscotti senza zucchero (al malto)

Scaldare il latte di riso. In una piccola parte di questo frullare i 30 gr di uvetta fino ad omogenizzarla, poi aggiungere tutti gli altri ingredienti tranne i biscotti e continuare fino a formare una cremina. Spezzettare i biscotti, versare la cremina, dare la forma da salame e mettere in frigo a riposare.

La gnoma dice che a 13 anni solo il cioccolato può risolvere certi problemi. Il galletto dice che a 40 anni solo il cioccolato può far dimenticare le menate del lavoro. La gallina dice che a 42 anni solo il cioccolato può farle venire il mal di testa. E così magheggia in cucina e fa star bene tutti. 
La crema è stata pensata dopo aver visto alcune proposte su Cucina Naturale, ma personalizzando a modo proprio. Il salame, a cui ho tolto lo zucchero, è stato preso da Elisabetta, trovata grazie alla splendida raccolta di Ravanella.

lunedì 1 ottobre 2012

Salutiamoci di ottobre: la castagna

Mizzega è già ottobre. Mizzega Salutiamoci ha già sei mesi e ha iniziato a girare tranquillo e sereno fra  i blog. 
Salutiamoci è un gioco, un modo piacevole e divertente per conoscere sperimentando. Per provare cose nuove, per assaggiare nuovi ingredienti, nuove miscellanee. E giocando si trovano altre persone che ci provano e mettono in comune la propria esperienza. Dal confronto si impara, dalla prova si impara. Da Salutiamoci anche. 
E Salutiamoci è vivo e sempre in fermento.
Questo mese è ospitato dalla bravissima Azabel, trovate da lei regolamento e aiuto. L'ingrediente del mese è la castagna. 

Forza che aspettate, andate per boschi a raccoglierle e poi portatele tante belle ricette.
Trovate qualche info sulla castagne sul blog di Salutiamoci, insieme a tante altre info e punti di vista importanti. Se volete essere sempre aggiornate seguiteci anche sulla nostra pagina FB.


CASTAGNACCIO SENZA ZUCCHERO



250 gr di farina di castagne
50 gr di farina di farro integrale
100 gr di uvetta
100 gr di pinoli
300 gr di succo di mele
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 pizzico di sale

Mettere 50 gr di uvetta in 50 gr di succo di mele e poi frullare il più finemente possibile. Unire alle farine, l'uvetta frullata e iniziare a mescolare bene con una frusta. Aggiungere poi a poco il succo di mele continuando a mescolare, per evitare di formare grumi. Bisogna avere un composto fluido e denso, non troppo liquido. Aggiungere i pinoli e l'uvetta, l'olio e il pizzico di sale.
Preriscaldare il forno a 200°. Ungere una teglia con dell'olio e versare l'impasto. L'altezza non deve superare i 3\4 cm. (Io in realtà lo preferisco molto più basso poco meno di 2 cm).
Cuocere per circa 40\50 minuti (dipende dall'altezza) fino a che la superficie è dorata e ci sono piccole screpolature.

Adoro questo castagnaccio, se non ho mai amato molto quello tradizionale perchè aveva un retrogusto amarognolo, questo risulta armonioso e perfetto. Provare non costa nulla, poi mi dite!

giovedì 27 settembre 2012

Il cassetto dei sogni



Per me il vero capodanno non dura un giorno, non è alla fine di dicembre. Per me capodanno è una manciata di giorni che inspiegabilmente si macinano sopra le settimane di settembre. E' il tempo in cui riaprire il cassetto dei sogni e vedere se ce ne sono alcuni da spolverare, altri da cambiare, certi da dimenticare. C'è da fare posto perchè è proprio in questa ansa di tempo che i sogni nuovi, decantati nell'anima grazie al sole estivo desiderano trovare un posto, desiderano entrare nel cassetto. 
E nel mio capodanno, che a spaglio quest'anno si riversa sugli ultimi giorni di settembre ordino il mio cassetto dei sogni.
Sa di verde scuro e raggi d'oro, sa di pioggia battente che mi accompagna nel sonno. Sa di caldo delle coperte e di tisana di finocchio. 
Trovo sogni in dissolvenza, che si disgregano nell'aria. Trovo immagini in bianco e nero, che appartenevano ad un altra storia. Trovo la polvere di stelle di ciò che è diventato realtà. Trovo promemoria per quello che dovrà essere da tenere in tasca. E trovo lo spazio per mettere piccoli pegni di ciò che è nuovo e brilla nella strada del mio destino.

TORTA DI FIOCCHI D'AVENA


750 ml di succo di mele
250 gr di fiocchi d'avena
2 mele
5\6 gherigli di noci
2 cucchiai di cacao amaro 
1 limone
vaniglia in polvere
sale

Portare ad ebollizione il succo di mela con un pizzico di sale, aggiungere i fiocchi e spegnere. 
Mescolare succo e fiocchi e lasciare a riposo in modo che i fiocchi assorbono tutto il liquido. (Attenzione è abbastanza veloce in circa 10 \15 minuti è pronto). 
Nel frattempo spezzettare i gherigli e lavare e tagliare a pezzetti le mele (ho tenuto la buccia delle mio belle mele bio).
Unire ai fiocchi metà delle noci, il cacao, la vaniglia e la buccia del limone grattugiata.
Mettere l'impasto in una teglia unta e infarinata e livellare bene il composto. Distribuire l'altra metà delle noci sulla suerficie e cuocere in forno caldo a 180° per 40 minuti.

Una torta semplice e golosa, ma sorprendente. Adatta per farti compagnia quando apri il cassetto dei sogni e ci passi ore a guardare dentro, a spostare, a mettere e a togliere. Ho provato a farla anche con il the bancha, ma qualsiasi buon the può essere adatto. Dipende dall'aroma che cercate. Dall'aroma che siete. A proposito di sogni nuovi ci tenevo a raccontarvi che insieme alla mia sorella di piume più cara ho iniziato il percorso per diventare cuoco di cucina naturale qui e poi si vedrà!

AGGIORNAMENTO DEL 09\09\2013: questa ricetta partecipa a Salutiamoci ospitato da Sabrina di Les Madeleines di Proust