giovedì 31 dicembre 2009

Buon anno



Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te
F. Battiato

Mai fatti buoni propositi per l'anno nuovo, perchè iniziare ora? Perchè pensare di voler essere qualcosa che non sono o di voler avere qualcosa che non ho? Preferisco concentrarmi e avere cura dell'universo e di me....


lunedì 28 dicembre 2009

Terremoto Nina


E' da un po' che non vi racconto della Nina. Dopo il primo periodo in cui ha recuperato forze e si è ambientata, dopo il primo spaesante calore, dopo l'operazione per la sterilizzazione, Nina che fa?
Ha recuperato le forze e ha deciso che da grande farà il tritarifiuti. Quindi si allena.
Vuole essere in grado di tritare qualsiasi sostanza ed elemento che trova, non importa di cosa è fatto, non importa quanto è grande e quanto è duro. Le ho visto mangiare e masticare qualsiasi cosa: pietre, legno, plastica e nonostante tutto rimanere in vita più arzilla che mai. Il giardino è diventato desertico, ogni cosa è stata eliminata e tolta, lei non desiste, prova anche con i muri. Agitatissima, fa un casino pazzesco tutto il giorno, per poi schiantarsi sul suo cuscinone vicino al divano ogni sera. Da quando fa freddissimo e lei sopporta di stare al chiuso, da sola, la lasciamo dormire nel bagno che c'è giù. Abbiamo tolto tutto o almeno così si credeva, lei che rimane comunque una splendida bionda molto alta, è riuscita a staccare le tende e mangiarsi i bastoncini che le reggevano. Quando la si porta in giro tenta sempre di staccarci un braccio, anche se noi abbiamo fatto una lezione di educazione canina, ma siamo veramente tremendi e non abbiamo la costanza di dirle "piede, passo, seduta...", anche perchè lei gira la testa di lato e ti guarda strano e come fai?



CACIUCCO DI CECI

150 gr di ceci
1 mazzo di coste
1 cipolla bianca
1 spicchio d'aglio
4 cucchiai di salsa di pomodoro
sale e pepe
3 cucchiai di tamari

fette di pane tostato

Ho usato la slow cooker per cucinare.
Lasciare in ammollo i ceci per una notte, sciacquarli e metterli nella pentola con la cipolla tritata, lo spicchio d'aglio e le coste lavate e spezzetate. Aggiungere acqua per coprire tutto e la salsa di pomodoro, cuocere a temperatura alta per 6 ore circa. Poco prima di servire aggiungere il tamari fino a raggiungere il gusto che più piace.
Tostare le fette di pane e versare sopra la zuppa.

Ho preso la ricetta dalla mia Streghetta preferita e l'ho adattata alla lenta cottura della slow cooker. Questa pentola elettrica è fantastica, cuoce lenta lenta, in tutta sicurezza e con un consumo molto basso, ma permette di ottenere pietanze saporite. La cottura lenta esalta i sapori e la consistenza dei cibi, valorizzandoli. Non è necessario usare grassi. I legumi vengono perfetti: sodi e gustosi, non si sfaldano, ma rimangono compatti. Qui trovate il procedimento tradizionale di Susina.


Aggiornamento del 20 marzo 2013. 
Partecipo a Salutiamoci ospitato da  Katia di Pappa&Cicci  per il mese di marzo 2013.

giovedì 24 dicembre 2009

Gajan Kristnaskon *

Pregando, poi, non sprecate parole come i pagani,
i quali credono di venire ascoltati a forza di parole.

(Mt. 6,7)

AUGURI A TUTTI!!!
* Gajan Kristnaskon è Buon Natale in esperanto
I BISCOTTI DI NATALE
frolla classica
frolla di mais al cacao e arancia
frolla alle spezie profumate
frolla alla lavanda
frolla alle mandorle

fatte da due galline in un fatidico "pomeriggio biscotto", per prendere una pausa, per rilassarsi, per preparare piccole cose preziose, mettendo insieme tutte le forme dei pollai, usando lo stampino con le letterine e quelli per i biscotti da tazze...forse ci vorrebbe un "pomeriggio biscotto" al mese.
P.S. L'idea per la corona di Natale l'avevo trovata in un bellissimo blog di country-painting, ma purtroppo ora non riesco più a rintracciarlo, mi farebbe piacere poter segnalare il link giusto per ringraziare la creatrice e sarei grata se qualcuno riconoscesse il disegno e mi lasciasse il riferimento.

Partecipo alla raccolta di Anice&Cannella:Idee golose sotto l'albero


lunedì 21 dicembre 2009

Le tredici notti


La neve scende, lieve, credo sia la coperta che ci sia data per mettere a tacere quanto è troppo, credo sia la coltre della natura che ci voglia spingere a trovare la pace e sentire dentro il silenzio. E' bianco ovunque e guardando tra i fiocchi già sembra tutto più lento. E poi è freddo, quel freddo che attacchi il naso al vetro e il brivido scende giù fino ai piedi, quello che ti fa decidere di vivere con una tazza di tisana in mano e il bollitore sempre pronto. Grossi intrecci di lana che scaldano, strati di coltre che coprono. Arriva il magico solstizio, quando la notte e il giorno sono uguali e nella tua testa puoi anche confonderli, quando dall'equilibrio perfetto, dopo il lento declinare, sorge indolente il risveglio. La notte è nera, buia che risalta il brillare delle stelle e con il naso per aria senti di essere vicino, ad un passo. Ora li posso riconoscere, millenni ci hanno diviso, ma so chi sono e loro sorridono ad incontrare il mio spirito. Ho un appuntamento con l'alto e per questo mi nascondo tra le pieghe dell'anima, tra gli sbiaditi fiocchi di neve e i giochi di luce delle candele del ghiaccio. Iniziano a breve le tredici notti del silenzio e dell'ascolto.
Che siano felici anche per voi.

IL PANETTONE DEL POLLAIO SENZA LATTICINI


350 gr farina manitoba
150 gr farina 00
80 gr di pasta madre
acqua tiepida quanto basta
latte di riso tiepido
100gr di uvetta
100gr di scorza d'arancia candita
125 gr di burro di soia
65 gr di zucchero grezzo di canna
6 tuorli
2 cucchiai di miele
zucchero di canna al mandarino
sale
buccia grattugiata di un limone e di un'arancia
gin
nocino
amaretto di Saronno

Primo impasto
Preparare una biga con 150gr di farina 00, 80 gr di pasta madre e acqua tiepida. Formare una bella palletta e lasciarla riposare sotto una cupola di vetro per tutta la notte.

Secondo impasto
Al mattino prendere la biga, che ha raddoppiato il suo volume e aggiungere 200gr di farina manitoba, 45 gr di burro di soia ammorbidito, 45 gr zucchero di canna grezzo, 2 tuorli e latte di riso tiepido. L'impasto deve risultare morbido ed elastico, incordato. Rimettere nel piatto e sotto la cupola di vetro a lievitare.
Mettere a bagno 100gr di uvetta con un po'di gin mischiato con due cucchiai di nocino.

Terzo impasto
Riprendere l'impasto e aggiungere 100 gr di farina manitoba, il burro di soia rimasto, 20 gr di zucchero di canna grezzo, un cucchiaino di sale, 2 cucchiai di miele, 2 tuorli, un cucchiaio di zucchero di canna al mandarino, la buccia grattugiata di un limone e di un'arancia e due cucchiai di amaretto di Saronno e impastare a lungo.
Tagliare a dadini le bucce di arancia candite, scolare l'uvetta e dopo averla tamponata con uno strofinaccio mischiarla con i canditi e 50gr di farina manitoba. Aggiungere tutto all'impasto in lavorazione e lavorare per altri 10 minuti. Mettere tutto nello stampo di carta, coperto con un panno umido e lasciare a lievitare per tutta la notte.

Il mattino successivo, dopo aver inciso una croce sulla superficie, cuocere a 180°, forno statico per 45 minuti.
Dopo averlo sfornato, infilzarlo alla base con due aghi da maglia e metterlo a testa in giù a raffreddare.

AGGIORNAMENTO DEL 25\12\2009: non ero completamente soddisfatta della cottura del panettone, che risultava spesso secco o troppo cotto, così ho seguito i consigli del mitico Adriano e ottenuto il panettone perfetto. Ecco come ho cotto:
per 15 minuti a 200° e poi per 35 minuti a 16o°, l'ultimo quarto d'ora coperto con alluminio.

Ho usato per il panettone la stessa ricetta dell'anno scorso, sostituendo però latte, panna e burro con alternative vegetali come il latte di riso e il burro di soia, ottenendo comunque un profumato e morbido panettone di Natale.

Partecipo con piacere al Contest Metamorfesi Naturale di Daphne

Ecco le altre ricette:
PANETTONE DEL POLLAIO CON IL LIEVITO NATURALE
PANETTONE DEL POLLAIO CON IL LIEVITO DI BIRRA

lunedì 14 dicembre 2009

Piena zeppa, forse vuota


Sento ovunque che dicembre è un mese pesante, pieno zeppo di cose da fare, di cose da dire. Sicuramente io sono piena zeppa: pensieri, impegni, dubbi. Ogni tanto, ciclicamente, mi accorgo che arrivo a formulare un post così, in cui dico che c'è poco tempo, che ho bisogno di rallentare e mi chiedo quanto sono ripetitiva e quanto mi incanto su qualche meccanismo che non riesco a superare. Di fatto di azioni ne sono richieste parecchie e nasce proporzionale il mio istinto a chiudermi in me stessa. Questo è il fatidico equilibrio a cui arranco. E mi accorgo che sono intollerante alle persone banali, tanto da essere antipatica, tanto che sulla mia faccia si leggono chiaramente i commenti malevoli che penso. Incontrare persone banali mi sfinisce, sentire commenti da mercato ad un tavolo di professionisti, piuttosto che le scuse ottuse di meccanismi ripetitivi, vedere istituzioni arrampicarsi sui vetri. Credo di avere la puzza sotto al naso e credo di non essere umile, credo di sbagliare molto e di peccare di arroganza, con la scusa che non mi va di sprecare tempo. Sapendo cosa non voglio sopportare a volte sono lapidaria. Ho capito che non mi stanca il susseguirsi degli impegni, ma la qualità di quello che trovo. Ci sono intorno persone eccezionali con cui amo tessere il tempo, ma per arrivare a loro percorro tratti di vuoto e di nulla. Mi chiedo se leggere il nulla in parte dei paesaggi che trovo sia un principio di razzismo e ho paura di me e per me. In realtà ho incontrato parole importanti, ma stanno lavorando ancora, per trovare lo spazio per decantare e solo dopo esprimersi. Quindi aspetto, onero gli impegni e respiro creazione, ma prendo spazi e mi rendo assente.

HOT DOGS VEGAN

50 gr di acqua
50 gr di olio di semi di girasole
200 gr di latte d'avena 80 gr di pasta madre 500 gr di farina 2 sale
6 wurstel giganti di tofu
Preparare l'impasto con acqua, latte, lievito, olio, farina e sale e lasciare lievitare per una notte. Togliere l'impasto, stenderlo e fare una sfoglia alta 1 cm. Pennellare l'interno della sfoglia con acqua. Tagliare i wurstel a pezzi e avvolgerli ad uno ad uno con la pasta. Dopo averli messi sulla placca, pennellarli un po' di latte di avena e lasciare a lievitare per circa 3\4 ore. Infornarli a forno spento, cuocendoli a 180° fino a quando sono dorati (circa 30 minuti).

Se si vuole velocizzare e usare comunque il lievito naturale modificare così i rapporti:
200 gr di pasta madre e 300 gr di farina 2. Impastare, far lievitare per 4\5 ore, dare la forma e lasciarli lievitare per 3\4 ore.
Si può sostituire la pasta madre con un cubetto di lievito di birra, aspettando il raddoppio della pasta e lasciando successivamente lievitare gli hot dogs per un'ora.
A noi piacciono molto gli hot dogs di tofu, anche se quando li uso devo avvisare il galletto, se no "potrebbe rimanermi offeso!"

Voglio scusarmi con tutti perché non riesco a passare nei vostri blog come vorrei, in realtà mi mancate, spero durante le vacanze di Natale di recuperare e farmi perdonare.

p.s. per tutti quelli che mi chiedono se l'aspirapolvere che va da solo funziona: ebbene si, funziona benissimo! ;)

lunedì 7 dicembre 2009

L'occhio interiore



Inneres Auge
Come un branco di lupi
che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api
accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da
altissimi monti in rovina.
uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze
per allietare primari e servitori dello stato?
non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare
anche gli extra a dei rincoglioniti?
che cosa possono le leggi
dove regna soltanto il denaro?
la giustizia non è altro che una pubblica merce…
di cosa vivrebbero
ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.
la linea orizzontale
ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
con le palpebre chiuse
s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore:
inneres auge, das innere auge
la linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
la linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
ma quando ritorno in me,
sulla mia via, a leggere e studiare,
ascoltando i grandi del passato…
mi basta una sonata di corelli,
perché mi meravigli del creato.
F. Battiato

RISO ROSSO SELVATICO E CECI AL TIMO

2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
3 carote
250 gr di riso rosso selvatico
sale
timo
1oo gr di ceci
acqua
Lasciare in ammollo i ceci per circa 12 ore. Mettere l'olio nella pentola a pressione e rosolare riso e carote, mescolando per 5 minuti. Aggiungere il timo, il sale e i ceci scolati. Mescolare e versare l'acqua fresca. Chiudere e lasciare andare in pressione, abbassare e cuocere per circa 20 minuti a fuoco basso. Spegnere, eliminare la pressione, mescolare bene e servire caldo.

La ricetta è presa da un vecchio numero di Cucina Naturale, quando ancora si chiamava tra Cucina&Salute, esattamente dal numero di Gennaio 2000. La ricetta originale proponeva di usare riso integrale che io ho sostituito con quello rosso.

Aggiornamento del 20 marzo 2013. 
Partecipo a Salutiamoci ospitato da  Katia di Pappa&Cicci  per il mese di marzo 2013.


giovedì 3 dicembre 2009

Di trasgressioni ecologiche, piccole cose private e torte scopiazzate


Il galletto fa outing e confessa i suoi peccati da ecomostro....la gnoma direbbe:"Orribilante!!" Invece io trovo genialissimo confessare i propri danni ed ecco qui la lista delle mie perversioni anti ecologiche:
1) odio fare i mestieri, se da un lato questa cosa mi evita di eccedere nell'uso del ferro da stiro, mi porta invece ad abusare di tutto ciò che lavora per me, quindi spazio ad aggeggi vari come il robot che impasta tutto e all'ultima mia trasgressione grave: l'aspirapolvere che va da solo, mentre io sto a fare nulla,
2) cerco di mangiare più sano ed ecologico possibile, se non fosse per i conviventi sarei completamente vegetariana (ehm e già questa è una vigliaccheria perché potrei essere tranquillamente vegetariana indipendentemente dai cannibali che vivono con me), ma cedo a fasi alterne a dipendenze gravi da cibo dannoso come il cioccolato o le patatine,
3) ho una dipendenza grave da pc, non posso stare senza, non posso farne a meno, non posso...
4) anche se mi sono ripromessa di usare la bicicletta in realtà non la uso e non perché fa freddo e non perché è lontano e non perché è buio, ma perché adoro poltrire fino all'ultimo secondo sul divano prima di uscire, per poi schizzare fuori al limite del ritardo e prendere per forza l'auto....
Sicuramente ho altri peccati, ma non riesco a confessarli nemmeno a me stessa, ma come il galletto mi riprometto di tornare su questo post e aggiornare l'elenco. Ci sono altri ecomostri tra di noi? ...dai dai confessione pubblica!
Approfitto dello spazio confessione per partecipare finalmente all'intervista che mi aveva passato Dida qualche settimana fa:
6 nomi con cui ti chiamano:
Lo, Lory, Mino, Sbarella, Gallina, Lorenza;
3 cose che indossi in questo momento:
felpa viola equo solidale, pantaloni militari, calzettoni equo solidali;
3 cose che hai fatto stanotte, ieri e oggi
: stanotte sono uscita con due amcihe, chiacchierato con il galletto, dormito ieri ho dipinto con la mia amica Mi, ho tagliuazzato gli addobbi di Natale con la gnoma, cucinato le lenticchie oggi: ho detto chiaramente cosa non voglio fare, ho provato ad organizzare un servizio, ho parlato con delle piccole donne;
2
cose che hai mangiato: cioccolato bianco e polenta bianca;
a chi hai telefonato oggi
:
a Betty per farmi aprire una porta e a Betty per sistemare una cosa;
2 cose che farai oggi: sferruzzare e rilassarmi;
3 bibite preferite: tisane di tutti i tipi, lemonsoda, panachè;
3 cose che desideri
:
la libertà di essere quello che si è, per gli altri e per me.

LA APPLE PIE DI IMMA

Qualche tempo fa stavo cercando un modo per rinnovare la solita crostata per far contenta la gnoma e proprio quel giorno Imma era uscita con questa torta meravigliosa. L'ho rifatta subito, con qualche piccola variante: ho usato mele cotogne e marmellata d'uva. E' meravigliosa, una torta d'effetto, ma semplice da fare. Grazie Imma!