giovedì 31 dicembre 2009

Buon anno



Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te
F. Battiato

Mai fatti buoni propositi per l'anno nuovo, perchè iniziare ora? Perchè pensare di voler essere qualcosa che non sono o di voler avere qualcosa che non ho? Preferisco concentrarmi e avere cura dell'universo e di me....


lunedì 28 dicembre 2009

Terremoto Nina


E' da un po' che non vi racconto della Nina. Dopo il primo periodo in cui ha recuperato forze e si è ambientata, dopo il primo spaesante calore, dopo l'operazione per la sterilizzazione, Nina che fa?
Ha recuperato le forze e ha deciso che da grande farà il tritarifiuti. Quindi si allena.
Vuole essere in grado di tritare qualsiasi sostanza ed elemento che trova, non importa di cosa è fatto, non importa quanto è grande e quanto è duro. Le ho visto mangiare e masticare qualsiasi cosa: pietre, legno, plastica e nonostante tutto rimanere in vita più arzilla che mai. Il giardino è diventato desertico, ogni cosa è stata eliminata e tolta, lei non desiste, prova anche con i muri. Agitatissima, fa un casino pazzesco tutto il giorno, per poi schiantarsi sul suo cuscinone vicino al divano ogni sera. Da quando fa freddissimo e lei sopporta di stare al chiuso, da sola, la lasciamo dormire nel bagno che c'è giù. Abbiamo tolto tutto o almeno così si credeva, lei che rimane comunque una splendida bionda molto alta, è riuscita a staccare le tende e mangiarsi i bastoncini che le reggevano. Quando la si porta in giro tenta sempre di staccarci un braccio, anche se noi abbiamo fatto una lezione di educazione canina, ma siamo veramente tremendi e non abbiamo la costanza di dirle "piede, passo, seduta...", anche perchè lei gira la testa di lato e ti guarda strano e come fai?



CACIUCCO DI CECI

150 gr di ceci
1 mazzo di coste
1 cipolla bianca
1 spicchio d'aglio
4 cucchiai di salsa di pomodoro
sale e pepe
3 cucchiai di tamari

fette di pane tostato

Ho usato la slow cooker per cucinare.
Lasciare in ammollo i ceci per una notte, sciacquarli e metterli nella pentola con la cipolla tritata, lo spicchio d'aglio e le coste lavate e spezzetate. Aggiungere acqua per coprire tutto e la salsa di pomodoro, cuocere a temperatura alta per 6 ore circa. Poco prima di servire aggiungere il tamari fino a raggiungere il gusto che più piace.
Tostare le fette di pane e versare sopra la zuppa.

Ho preso la ricetta dalla mia Streghetta preferita e l'ho adattata alla lenta cottura della slow cooker. Questa pentola elettrica è fantastica, cuoce lenta lenta, in tutta sicurezza e con un consumo molto basso, ma permette di ottenere pietanze saporite. La cottura lenta esalta i sapori e la consistenza dei cibi, valorizzandoli. Non è necessario usare grassi. I legumi vengono perfetti: sodi e gustosi, non si sfaldano, ma rimangono compatti. Qui trovate il procedimento tradizionale di Susina.


Aggiornamento del 20 marzo 2013. 
Partecipo a Salutiamoci ospitato da  Katia di Pappa&Cicci  per il mese di marzo 2013.

giovedì 24 dicembre 2009

Gajan Kristnaskon *

Pregando, poi, non sprecate parole come i pagani,
i quali credono di venire ascoltati a forza di parole.

(Mt. 6,7)

AUGURI A TUTTI!!!
* Gajan Kristnaskon è Buon Natale in esperanto
I BISCOTTI DI NATALE
frolla classica
frolla di mais al cacao e arancia
frolla alle spezie profumate
frolla alla lavanda
frolla alle mandorle

fatte da due galline in un fatidico "pomeriggio biscotto", per prendere una pausa, per rilassarsi, per preparare piccole cose preziose, mettendo insieme tutte le forme dei pollai, usando lo stampino con le letterine e quelli per i biscotti da tazze...forse ci vorrebbe un "pomeriggio biscotto" al mese.
P.S. L'idea per la corona di Natale l'avevo trovata in un bellissimo blog di country-painting, ma purtroppo ora non riesco più a rintracciarlo, mi farebbe piacere poter segnalare il link giusto per ringraziare la creatrice e sarei grata se qualcuno riconoscesse il disegno e mi lasciasse il riferimento.

Partecipo alla raccolta di Anice&Cannella:Idee golose sotto l'albero


lunedì 21 dicembre 2009

Le tredici notti


La neve scende, lieve, credo sia la coperta che ci sia data per mettere a tacere quanto è troppo, credo sia la coltre della natura che ci voglia spingere a trovare la pace e sentire dentro il silenzio. E' bianco ovunque e guardando tra i fiocchi già sembra tutto più lento. E poi è freddo, quel freddo che attacchi il naso al vetro e il brivido scende giù fino ai piedi, quello che ti fa decidere di vivere con una tazza di tisana in mano e il bollitore sempre pronto. Grossi intrecci di lana che scaldano, strati di coltre che coprono. Arriva il magico solstizio, quando la notte e il giorno sono uguali e nella tua testa puoi anche confonderli, quando dall'equilibrio perfetto, dopo il lento declinare, sorge indolente il risveglio. La notte è nera, buia che risalta il brillare delle stelle e con il naso per aria senti di essere vicino, ad un passo. Ora li posso riconoscere, millenni ci hanno diviso, ma so chi sono e loro sorridono ad incontrare il mio spirito. Ho un appuntamento con l'alto e per questo mi nascondo tra le pieghe dell'anima, tra gli sbiaditi fiocchi di neve e i giochi di luce delle candele del ghiaccio. Iniziano a breve le tredici notti del silenzio e dell'ascolto.
Che siano felici anche per voi.

IL PANETTONE DEL POLLAIO SENZA LATTICINI


350 gr farina manitoba
150 gr farina 00
80 gr di pasta madre
acqua tiepida quanto basta
latte di riso tiepido
100gr di uvetta
100gr di scorza d'arancia candita
125 gr di burro di soia
65 gr di zucchero grezzo di canna
6 tuorli
2 cucchiai di miele
zucchero di canna al mandarino
sale
buccia grattugiata di un limone e di un'arancia
gin
nocino
amaretto di Saronno

Primo impasto
Preparare una biga con 150gr di farina 00, 80 gr di pasta madre e acqua tiepida. Formare una bella palletta e lasciarla riposare sotto una cupola di vetro per tutta la notte.

Secondo impasto
Al mattino prendere la biga, che ha raddoppiato il suo volume e aggiungere 200gr di farina manitoba, 45 gr di burro di soia ammorbidito, 45 gr zucchero di canna grezzo, 2 tuorli e latte di riso tiepido. L'impasto deve risultare morbido ed elastico, incordato. Rimettere nel piatto e sotto la cupola di vetro a lievitare.
Mettere a bagno 100gr di uvetta con un po'di gin mischiato con due cucchiai di nocino.

Terzo impasto
Riprendere l'impasto e aggiungere 100 gr di farina manitoba, il burro di soia rimasto, 20 gr di zucchero di canna grezzo, un cucchiaino di sale, 2 cucchiai di miele, 2 tuorli, un cucchiaio di zucchero di canna al mandarino, la buccia grattugiata di un limone e di un'arancia e due cucchiai di amaretto di Saronno e impastare a lungo.
Tagliare a dadini le bucce di arancia candite, scolare l'uvetta e dopo averla tamponata con uno strofinaccio mischiarla con i canditi e 50gr di farina manitoba. Aggiungere tutto all'impasto in lavorazione e lavorare per altri 10 minuti. Mettere tutto nello stampo di carta, coperto con un panno umido e lasciare a lievitare per tutta la notte.

Il mattino successivo, dopo aver inciso una croce sulla superficie, cuocere a 180°, forno statico per 45 minuti.
Dopo averlo sfornato, infilzarlo alla base con due aghi da maglia e metterlo a testa in giù a raffreddare.

AGGIORNAMENTO DEL 25\12\2009: non ero completamente soddisfatta della cottura del panettone, che risultava spesso secco o troppo cotto, così ho seguito i consigli del mitico Adriano e ottenuto il panettone perfetto. Ecco come ho cotto:
per 15 minuti a 200° e poi per 35 minuti a 16o°, l'ultimo quarto d'ora coperto con alluminio.

Ho usato per il panettone la stessa ricetta dell'anno scorso, sostituendo però latte, panna e burro con alternative vegetali come il latte di riso e il burro di soia, ottenendo comunque un profumato e morbido panettone di Natale.

Partecipo con piacere al Contest Metamorfesi Naturale di Daphne

Ecco le altre ricette:
PANETTONE DEL POLLAIO CON IL LIEVITO NATURALE
PANETTONE DEL POLLAIO CON IL LIEVITO DI BIRRA

lunedì 14 dicembre 2009

Piena zeppa, forse vuota


Sento ovunque che dicembre è un mese pesante, pieno zeppo di cose da fare, di cose da dire. Sicuramente io sono piena zeppa: pensieri, impegni, dubbi. Ogni tanto, ciclicamente, mi accorgo che arrivo a formulare un post così, in cui dico che c'è poco tempo, che ho bisogno di rallentare e mi chiedo quanto sono ripetitiva e quanto mi incanto su qualche meccanismo che non riesco a superare. Di fatto di azioni ne sono richieste parecchie e nasce proporzionale il mio istinto a chiudermi in me stessa. Questo è il fatidico equilibrio a cui arranco. E mi accorgo che sono intollerante alle persone banali, tanto da essere antipatica, tanto che sulla mia faccia si leggono chiaramente i commenti malevoli che penso. Incontrare persone banali mi sfinisce, sentire commenti da mercato ad un tavolo di professionisti, piuttosto che le scuse ottuse di meccanismi ripetitivi, vedere istituzioni arrampicarsi sui vetri. Credo di avere la puzza sotto al naso e credo di non essere umile, credo di sbagliare molto e di peccare di arroganza, con la scusa che non mi va di sprecare tempo. Sapendo cosa non voglio sopportare a volte sono lapidaria. Ho capito che non mi stanca il susseguirsi degli impegni, ma la qualità di quello che trovo. Ci sono intorno persone eccezionali con cui amo tessere il tempo, ma per arrivare a loro percorro tratti di vuoto e di nulla. Mi chiedo se leggere il nulla in parte dei paesaggi che trovo sia un principio di razzismo e ho paura di me e per me. In realtà ho incontrato parole importanti, ma stanno lavorando ancora, per trovare lo spazio per decantare e solo dopo esprimersi. Quindi aspetto, onero gli impegni e respiro creazione, ma prendo spazi e mi rendo assente.

HOT DOGS VEGAN

50 gr di acqua
50 gr di olio di semi di girasole
200 gr di latte d'avena 80 gr di pasta madre 500 gr di farina 2 sale
6 wurstel giganti di tofu
Preparare l'impasto con acqua, latte, lievito, olio, farina e sale e lasciare lievitare per una notte. Togliere l'impasto, stenderlo e fare una sfoglia alta 1 cm. Pennellare l'interno della sfoglia con acqua. Tagliare i wurstel a pezzi e avvolgerli ad uno ad uno con la pasta. Dopo averli messi sulla placca, pennellarli un po' di latte di avena e lasciare a lievitare per circa 3\4 ore. Infornarli a forno spento, cuocendoli a 180° fino a quando sono dorati (circa 30 minuti).

Se si vuole velocizzare e usare comunque il lievito naturale modificare così i rapporti:
200 gr di pasta madre e 300 gr di farina 2. Impastare, far lievitare per 4\5 ore, dare la forma e lasciarli lievitare per 3\4 ore.
Si può sostituire la pasta madre con un cubetto di lievito di birra, aspettando il raddoppio della pasta e lasciando successivamente lievitare gli hot dogs per un'ora.
A noi piacciono molto gli hot dogs di tofu, anche se quando li uso devo avvisare il galletto, se no "potrebbe rimanermi offeso!"

Voglio scusarmi con tutti perché non riesco a passare nei vostri blog come vorrei, in realtà mi mancate, spero durante le vacanze di Natale di recuperare e farmi perdonare.

p.s. per tutti quelli che mi chiedono se l'aspirapolvere che va da solo funziona: ebbene si, funziona benissimo! ;)

lunedì 7 dicembre 2009

L'occhio interiore



Inneres Auge
Come un branco di lupi
che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api
accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da
altissimi monti in rovina.
uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze
per allietare primari e servitori dello stato?
non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare
anche gli extra a dei rincoglioniti?
che cosa possono le leggi
dove regna soltanto il denaro?
la giustizia non è altro che una pubblica merce…
di cosa vivrebbero
ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.
la linea orizzontale
ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
con le palpebre chiuse
s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore:
inneres auge, das innere auge
la linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
la linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
ma quando ritorno in me,
sulla mia via, a leggere e studiare,
ascoltando i grandi del passato…
mi basta una sonata di corelli,
perché mi meravigli del creato.
F. Battiato

RISO ROSSO SELVATICO E CECI AL TIMO

2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
3 carote
250 gr di riso rosso selvatico
sale
timo
1oo gr di ceci
acqua
Lasciare in ammollo i ceci per circa 12 ore. Mettere l'olio nella pentola a pressione e rosolare riso e carote, mescolando per 5 minuti. Aggiungere il timo, il sale e i ceci scolati. Mescolare e versare l'acqua fresca. Chiudere e lasciare andare in pressione, abbassare e cuocere per circa 20 minuti a fuoco basso. Spegnere, eliminare la pressione, mescolare bene e servire caldo.

La ricetta è presa da un vecchio numero di Cucina Naturale, quando ancora si chiamava tra Cucina&Salute, esattamente dal numero di Gennaio 2000. La ricetta originale proponeva di usare riso integrale che io ho sostituito con quello rosso.

Aggiornamento del 20 marzo 2013. 
Partecipo a Salutiamoci ospitato da  Katia di Pappa&Cicci  per il mese di marzo 2013.


giovedì 3 dicembre 2009

Di trasgressioni ecologiche, piccole cose private e torte scopiazzate


Il galletto fa outing e confessa i suoi peccati da ecomostro....la gnoma direbbe:"Orribilante!!" Invece io trovo genialissimo confessare i propri danni ed ecco qui la lista delle mie perversioni anti ecologiche:
1) odio fare i mestieri, se da un lato questa cosa mi evita di eccedere nell'uso del ferro da stiro, mi porta invece ad abusare di tutto ciò che lavora per me, quindi spazio ad aggeggi vari come il robot che impasta tutto e all'ultima mia trasgressione grave: l'aspirapolvere che va da solo, mentre io sto a fare nulla,
2) cerco di mangiare più sano ed ecologico possibile, se non fosse per i conviventi sarei completamente vegetariana (ehm e già questa è una vigliaccheria perché potrei essere tranquillamente vegetariana indipendentemente dai cannibali che vivono con me), ma cedo a fasi alterne a dipendenze gravi da cibo dannoso come il cioccolato o le patatine,
3) ho una dipendenza grave da pc, non posso stare senza, non posso farne a meno, non posso...
4) anche se mi sono ripromessa di usare la bicicletta in realtà non la uso e non perché fa freddo e non perché è lontano e non perché è buio, ma perché adoro poltrire fino all'ultimo secondo sul divano prima di uscire, per poi schizzare fuori al limite del ritardo e prendere per forza l'auto....
Sicuramente ho altri peccati, ma non riesco a confessarli nemmeno a me stessa, ma come il galletto mi riprometto di tornare su questo post e aggiornare l'elenco. Ci sono altri ecomostri tra di noi? ...dai dai confessione pubblica!
Approfitto dello spazio confessione per partecipare finalmente all'intervista che mi aveva passato Dida qualche settimana fa:
6 nomi con cui ti chiamano:
Lo, Lory, Mino, Sbarella, Gallina, Lorenza;
3 cose che indossi in questo momento:
felpa viola equo solidale, pantaloni militari, calzettoni equo solidali;
3 cose che hai fatto stanotte, ieri e oggi
: stanotte sono uscita con due amcihe, chiacchierato con il galletto, dormito ieri ho dipinto con la mia amica Mi, ho tagliuazzato gli addobbi di Natale con la gnoma, cucinato le lenticchie oggi: ho detto chiaramente cosa non voglio fare, ho provato ad organizzare un servizio, ho parlato con delle piccole donne;
2
cose che hai mangiato: cioccolato bianco e polenta bianca;
a chi hai telefonato oggi
:
a Betty per farmi aprire una porta e a Betty per sistemare una cosa;
2 cose che farai oggi: sferruzzare e rilassarmi;
3 bibite preferite: tisane di tutti i tipi, lemonsoda, panachè;
3 cose che desideri
:
la libertà di essere quello che si è, per gli altri e per me.

LA APPLE PIE DI IMMA

Qualche tempo fa stavo cercando un modo per rinnovare la solita crostata per far contenta la gnoma e proprio quel giorno Imma era uscita con questa torta meravigliosa. L'ho rifatta subito, con qualche piccola variante: ho usato mele cotogne e marmellata d'uva. E' meravigliosa, una torta d'effetto, ma semplice da fare. Grazie Imma!

lunedì 30 novembre 2009

Andare lontano

Abbiamo passato uno sprazzo di weekend a Coira, la città più antica della Svizzera. C'era un bel mercatino di Natale e c'eravamo noi: nove donne, piccole e grandi, alte e basse, bionde, more e rosse. Diverse, diversissime, legate da un filo invisibile, che si è fatto cerchio e ci ha unito. Scorrazzare per le strade della città, ricordarsi a sprazzi parole del tedesco arcaico, studiato a ragioneria, guardare mille cose, sbirciare nelle finestre delle case, respirare un ordine pulito, cogliere cosa c'è di diverso e cosa c'è di uguale, stonfarci con la fonduta e le patate lesse, bere caffè meravigliosamente lunghissimi, sedersi sulla panca della chiesa e parlare di cosa sappiamo e di cosa non sappiamo, essere vicine vicine a colazione per discutere di cani e gatti, ridere di un sacco di cose, mangiare le frittelle di mele caldissime, bere la tisana che sa di succo di mela, ma non c'è mela qui, nein. Guardare la gnoma che è grandissima, con il cappello e i guanti, che ride, scherza, parla...e stare bene.
Per rallentare ci volevano due giorni di spirito femminile.

PAN DI SPEZIE
1 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di latte
3 cucchiai di miele
3 bicchieri di farina
18 gr di cremortartaro
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di miscela di spezie per dolci
200 gr di mandorle tritate

Preriscaldare il forno a 180°. Mescolare gli ingredienti, imburrare ed infarinare uno stampo da plum cake, versare l'impasto nello stampo e cuocere in forno per 40 e 45 minuti.

Questo dolce semplice, profumato e goloso è stato fatto dalla gnoma. Ha preso la ricetta dal libro "Viaggio nei paesi dei mille profumi - I bambini cucinano" Edizione Monti per Associazione Botteghe del Mondo.
Il libro è un viaggio nei paesi del mondo e dei mille profumi che si trovano, dove sono proposte semplici ricette che possono fare i bambini. Laura ha regalato questo libro alla gnoma e l'ha trovato nella nostra bottega del commercio equo preferita. Noi abbiamo solo sostituito le mandorle alle nocciole e usato il mix di spezie. Se non l'avete potete aggiungere un cucchiaino di anice verde macinato, qualche chiodo di garafono macinato e una presa di cardamomo.

giovedì 26 novembre 2009

Post di servizio


Mi faccio un post di servizio perchè in questi giorni sono così, in servizio. Ho un lavoro micro part-time, che si sta evolvendo...quindi cambia...si tratta di seguire un progetto per preadolescenti che si divide in vari livelli, sedi, attività, locazioni, azioni, persone....ma io non ero quella che aiutava a fare i compiti e si beava delle storie effervescenti che le venivano regalate? Sembra di no...ovvio che non posso più evitare di far finta di aiutare a fare i compiti solo per non perdermi il caleindoscopio di piccole vite in costruzione, ma ora io "dovessi" impegnarmi a fare quella che si occupa di "ordinare insieme, organizzare, distribuire, disporre secondo l'ordine o il criterio più adatto o più valido rispetto allo scopo che si vuole ottenere". Io? Cervello di gallina? A volte mi stupisco che si ostinano a non vedere le mie piume e mi affidano compiti da essere umano...ma vabbèèèèèèèèè....pure io mi faccio prendere dalla bellezza del progetto, gioco a bilie con vanità e autostima e accetto. Solo che ora che sono in mezzo, solo che ora che tutto ha inizio, solo che ora che ho detto che lo faccio, ma per poco pochissimo brevissimo cortissimo tempo, ora corro a fare riunioni, raduni, adunanze, assemblee, congressi, convegni, incontri, meeting, tavole rotonde, convention, consigli, faccio pure equipe, programmazioni, formazioni...così per reazione sogno di infilare i fili del maglione che sto per finire, di leggere romanzi rosa di serie z, di passeggiare lungamente, di nutrire tutta la famiglia a tortellini, di fare corsi di scacchi, di leggere gli archivi di tutti i blog e di fare altre amenità che fanno parte della compagnia delle frattaglie e delle bazzeccole.
Credo sia paura di molte cose...

PENNE INTEGRALI CON BROCCOLI E LENTICCHIE

300 gr di penne integrali
un broccolo
lenticchie piccole lesse
salsa di pomodoro
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
pepe

Pulire i broccoli, tagliare tutte le infiorescenze e buttarle nell'acqua che si fa bollire per la pasta. In una padella antiaderente cuocere le lenticchie lesse con un cucchiaio di olio e la passata di pomodoro, quando il sugo si è rappreso aggiustare di sale e pepe. Scolare la pasta con i broccoli, buttarle nella padella del sugo e far saltare per alcuni minuti, servire caldo.

Invece dei tortellini, riesco a volte a preparare questi piatti veloci che valgono per tutto, piatti unici ricchi e calibrati, ma gustosi, se le lenticchie sono ben cotte si sfaldano nel sugo regalando quella cremosità che rende il piatto confortevole, senza la necessità di ricorrere al formaggio e mischiare così proteine di origine diversa fra loro.

giovedì 19 novembre 2009

Settimana europea per la riduzione dei rifiuti

L’edizione 2009 della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (European Waste Week Reduction), che si terrà dal 21 al 29 novembre 2009 con il supporto del programma della Commissione Europea LIFE+, consiste in una elaborata campagna di comunicazione ambientale promossa dall’Unione Europea, che dal centro si dirama alla periferia, coinvolgendo i livelli nazionali e locali degli Stati Membri aderenti.
Lo scopo principale è promuovere, tra i cittadini, una maggiore consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente.
tratto da menorifiuti.it
Non so, non mi capacito, siamo orgogliosi se i nostri figli fanno ecologia a scuola, compriamo senza capire se c'è scritto eco\verde\ambiente\natura, ci troviamo agli angoli dei marciapiedi e rimbombiamo di chissaàdovefiniremo, chissàcosasuccederà e poi....prendiamo la nostra auto che scarica co2 a quintalate, facciamo 300 metri, ci accendiamo una sigaretta per fare i restanti 10 fino alla porta scorrevole, buttiamo il mozzico per terra e pronti a caricare il carrello di cose infami...ma stavolta non parlo del contenuto, parlo dell'esterno...parlo della spesa che paghiamo per buttarla nel cestino. Facciamo la differenziata se no rischiamo una multa e lentamente ci condanniamo... Che sarà della terra? Forse sopravviverà grazie al fatto che noi del genere umano ci siamo auto-destinati ad estinguerci. La settimana del rifiuto zero serve per provare, ci chiede di prendere un impegno e ci chiede di provare a portarlo a termine, ci insegna che se si vuole si può fare qualcosa, partendo da una singola cosa. Vi suggerisco di leggere il blog di Danda e della settimana in cui ha provato a vivere con il suo compagno a rifiuto zero, passo passo ci ha raccontato come ha fatto e quali soluzioni ha trovato. Qui trovate alcuni suggerimenti e vi faccio un invito: passiamo questa notizia come un meme, offriamolo agli amici, pubblicate un post sulla settimana del rifiuto zero, indicate quale sarà il vostro impegno e passate l'invito ad altri cinque blog. Bene inizio io. Quando faccio la spesa uso borse di stoffa, cerco di comprare sfuso, scelgo confezioni facilmente riciclabili, se posso porto i miei contenitori per riempirli, restituisco al produttore quelli che posso, non uso bottiglie di plastica, riuso infinite volte contenitori vari prima di buttarli, lavo i sacchetti del freezer per utilizzarli di nuovo. I miei errori accadono per pigrizia, non sempre rifletto sul contenitore quando scelgo un prodotto, soprattutto per shampoo e saponi. Mi impegno a cercare prodotti sfusi o con le ricariche eco. Mi impegno a pensare attentamente anche all'imballaggio, alla sua composizione e quindi a quanto può essere riciclato. Mi impegno a chiedere alla signora dei formaggi di non mettermi il foglietto di plastica tra carta e formaggio. Mi impegno a non usare la carta da forno, tornando al buon metodo burro\olio e farina o cercando la carta forno riciclabile che ci ha suggerito Danda qui. Mi impegno a far circolare la voce, a parlarne ad altri. Passo la ricerca dell'impegno ricicloso a Cri a Caty a Simo a Dida a Sabrina e Luca.

PANCOTTO


pane vecchio
brodo di verdure e lenticchie
passata di pomodoro
un gambo di broccolo
aglio
olio extravergine d'oliva


Pulire il gambo del broccolo, tagliarlo a pezzetti e cuocerlo nel brodo di lenticchie fino a quando è morbido, frullarlo o schiacciarlo con una forchetta. Aggiungere uno spicchio d'aglio schiacciato, la passata di pomodoro e il pane tagliato a pezzettini, cuocere per circa 30 minuti a fuoco basso.

Ecco una ricetta riciclata per non buttare il gambo del broccolo, il brodo di cottura delle lenticchie e il pane vecchio avanzato.

lunedì 16 novembre 2009

Basta saperlo


Rubrica di Bio-detersivi trasmessa in mondovisione per voi su
NELLA CUCINA DI ELY
&
GALLINE 2ND LIFE

PER FARE LA POLVERE:

I panni microfibra sono un'ottima soluzione per spolverare i nostri mobili, possono essere usati sia asciutti che bagnati e su tutte le superficie. Un panno si può usare per innumeravoli volte, evitando assolutamente di usare i diversi panni usa e getta e senza avvalersi di detersivi inquinanti. Esistono infinite varietà di panni microfibra adatti alle diverse esigenze. Attraggono la polvere senza semplicemente spostarla.

Si possono riciclare, per fare strofinacci di diverso uso, anche molti dei nostri vestiti, ad esempio sono ottimi per passare i pavimenti stracci ricavati dai vecchi pigiami invernali, quelli di tipo flanellato. Si possono usare al posto di quelli usa e getta nelle nuove scope sponsorizzate. Le vecchie magliette intime di cotone sono ottime per fare la polvere sui mobili in legno e sulle diverse superfici, mentre delle vecchie calze, infilate come guanti aiutano a pulire punti difficili e particolari, come i lampadari.
Per lucidare i mobili di legno passare con un panno e poche gocce di olio di lino, lasciare agire qualche ora e poi lucidare con un panno di lana.

Anche quando si acquistano gli attrezzi per le pulizie si può stare attenti. Se prendete un nuovo aspirapolvere, oltre a sceglierlo che consuma poco, cercate un modello che non usi il sacchetto, ma a cui si possa pulire direttamente il serbatoio. Il piumino della polvere può essere scelto con la parte che raccoglie la polvere che si stacca per essere lavata.
Oppure se dovete acquistare una scopa cercate quelle prodotte in pet riciclate, come quelle che si trovano, con il proprio marchio, alla Coop.


INDICE Basta Saperlo:
Consigli per il lavaggio piatti
L'aceto bianco amico delle pulizie
Lavandini Intasati
Lavare i vetri
Eliminare i cattivi odori
Con gli amici animali

giovedì 12 novembre 2009

A spasso con Nina


Portare in giro Nina, ora che è forte e vispa, è un'impresa. Tende ad andare più veloce del suo guinzaglio e crede sia giusto staccare il braccio dalla nostra spalla. Del resto ora che sa che c'è un mondo fuori non vuole perdere nulla tra odori e impressioni che può ricavare. Il suo naso raccoglie e cataloga informazioni su chiunque e su qualunque cosa, soprattutto su tracce canine di altri. Se ci fermiamo per farla rallentare, lei corre un passo avanti e quando il guinzaglio si tende si gira dubbiosa con quel faccino che ci chiede di muoverci. Se tiriamo il guinzaglio per comunicarle che in fondo siamo in due ad essere a spasso, ci rivolge uno sguardo dubbioso e corre. Se adottiamo la subdola manovra dell'inversione a U, per coglierla di sorpresa e farle perdere i riferimenti, per cui non sapendo dove andare rallenta, lei se ne frega perché immagina che qualsiasi posto è bello e che importante non sia la meta, ma il viaggio. Giusto si rintrona se le manovre a U si susseguono numeroso volte, una di seguito all'altra, ma alla fine succede che qualcuno si affaccia dal balcone guardandoci in malo modo pronto a chiamare il 118 e che oltre ad essere frastornata lei, siamo frastornati noi.
In giro poi si va per scoprire, non per fare i bisogni, perché Nina pensa che sia una sozzeria farli in giro e noi siamo dei villani a chiedere. Ora da due giorni per farci contenti, a noi sporcaccioni, fa mini pipì sull'erbetta fresca, ma "un par de ciuffoli" che si va anche sul sodo! Non che questo ci preoccupi, perché alla fine sporca in giardino e non in casa, ma ci piacerebbe capisse il barbatrucco del bisogno libero, per quando andremo in campeggio... L'altro giorno mentre venivo trainata dal mio cane da slitta e sbandieravo un simbolico sacchettino bianco, tanto per ricordarle cosa ci aspettiamo da lei, sento una tapparella salire e una vocina fastidiosa e isterica sibilare: "La paletta, la paletta, la paletta, la paletta..." Ho impiegato qualche attimo a capire che parlava con me, mentre in un secondo netto ho subito immaginato dove posizionarle la tanto declamata paletta.
Eccomi: io che sventolo felice come un aquilone e in chi mi imbatto? Ma nella cittadina media e mediocre delle mie lande.
Signoraaaaaaaaaaaaa del balcone, che abiti sulla mia stessa medesima via, che generalizzi e credi che qualsiasi abbinata "essere umano e essere canino" significa bisogno di fronte a casa tua, avrai si e no 75 anni di età...e io mi chiedo perchè consumi la tua perspicace intelligenza e il patrimonio esperienzale accumulato negli anni per controllare chi passa e stridere "paletta"? Ma ti sembra????
Vabheeeeeeeeeeee...intanto stiamo chiedendo a Nina se ci accompagna a scuola canina, le abbiamo promesso la cartella nuova!


I BISCOTTI DEL PESCATORE


400 grammi di farina 0
100 grammi di malto d'orzo
100 grammi di burro
2 uova
1 cucchiano di cremor tartaro
60 grammi di uvetta sultanina
20 grammi di pinoli
40 grammi di mandorle intere
40 grammi di noci pecan
due cucchiai di amaretto di Saronno

Mettere a bagno l’uvetta nel liquore. Tritare finemente le noci. Nel frattempo preparare una pasta con tutti gli ingredienti, aggiungendo alla fine le noci tritate e i pinoli. Preparare delle palline e appoggiarle un po’ distanziate su una teglia. Cuocere per circa 20\25 minuti a 170°

Quando a settembre sono stata a Rimini per l'acquisto del pezzetto di sogno, ho avuto la grande gioia di conoscere la dolcissima Danda, sono tornata a casa carica di gioia per un incontro speciale con due persone uniche e con una stupenda scatola di latta carica di questi biscotti. Ovviamente dopo pochi giorni avevo già stressato Danda per avere la ricetta, che a sua volta ha chiesto alla sua amica Cristella. Rispetto alla ricetta di Cristella ho fatto qualche modifica, perché ho voluto provare il malto d'orzo, dimezzando comunque gli zuccheri, ho di conseguenza diminuito le uova, perché l'impasto sarebbe risultato troppo fluido e aumentato l'uvetta. Risultato: ho scoperto che il malto d'orzo non è proprio dolcissimo, ma che i biscottoni sono ottimi, durano tanto, gustosi, non dolcissimi, ma per noi perfetti.

Grazie Cristella! Grazie Danda!

p.s Mandate un pensiero alla piccola Nina che è stata sterilizzata e ora è debole e fragile, intontita dall'anestesia.

domenica 8 novembre 2009

La crostata di mele e mandorle è di Adriano Continisio

Perchè oggi 8 novembre 2009 molti food bloggers e forumisti pubblicano in contemporanea questa ricetta?

Per solidarietà con Adriano Continisio che l'ha inventata e pubblicata sul suo blog già nel 2007.

Riassumendolo in pochissime parole, questa manifestazione vuole porre l'attenzione prima di tutto sulla necessità di un comportamento corretto per chi usa la rete nei confronti di chi pubblica materiale. Spesso si sceglie di mettere a disposizione il proprio materiale o lavoro con una licenza che permette di usarlo a condizione che se ne citi la fonte e questo è già un dono, a nostro avviso. Si dice a chi legge: puoi gratuitamente utilizzare il materiale, puoi prenderlo, ma devi specificare che è mio e dire dove l'hai preso. Non è chiedere molto!

Altra importante condizione è che il materiale non venga usato a scopo di lucro.

Quando tutte e due le condizioni non vengono rispettate è evidente che la cosa è ancor più grave.

Questa volta è capitato ad Adriano, ma nel tempo è già capitato ad altri. Creare un tam tam è forse il primo di tanti passi per avversare il fenomeno, perciò ci siamo uniti e oggi pubblichiamo con il nome del suo autore la ricetta e la foto della crostata che ognuno di noi ha preparato.

E' ora che tutti sappiano di chi è la farina e pure il sacco!!!!!




300 gr di farina integrale
150 gr di burro di sesamo
1 uovo e un tuorlo
80 gr di zucchero

4 mele golden
60 gr di zucchero
4 cucchiai di amaretto di Saronno
1 cucchiaino di cannella
succo di un limone
marmellata di castagne

2 uova
40 gr di zucchero
50 gr di mandorle
15 gr di farina di mais fioretto
15 gr di fecola di patate
sale
1 cucchiaio di Amaretto di Saronno

Preparare la frolla e lasciare riposare mezz'ora in frigorifero.
Nel frattempo pelare le mele e tagliarle a cubetti, metterle in un tegame con lo zucchero e il succo di limone e cuocere per qualche minuto, spegnere e aggiungere il liquore, lasciare a marinare.
Tritare finemente le mandorle. Montare le uova con lo zucchero, aggiungere la farina di mais, la fecola e le mandorle tritate, aggiustare con il sale e unire un cucchiaio di liquore.
Stendere la frolla, posizionarla nella teglia, bucherellarla con una forchetta e cuocere il guscio per 15 minuti a 180°.
Prendere la frolla, stendere due cucchiai di marmellata di castagne, aggiungere e livellare il composto di mele, versare la crema di uova in modo uniforme.
Cuocere per 20 minuti a 180°.
Sfornare e lasciare raffreddare. Cospargere di zucchero a velo

La ricetta originale è stata pubblicata da Adriano domenica 23 settembre 2007 alle 9.02, io siccome sono foodblogger e non ladra l'ho rivisita in base ai miei gusti, alle mie abitudini e alle mie voglie. Ma ringrazio Adriano per avermi dato l'opportunità di sperimentare su una creazione così buona.

giovedì 5 novembre 2009

Guardando in alto


Guardo, eccomi di nuovo, guardo e sono staccata, ho altri pensieri, altre domande, altre esigenze. Credo indispensabile cose che qualcuno nemmeno vede, sente o capisce. Credo indispensabile avere tempo per fare ciò che tanti definiscono perdita di tempo. Ho scelto ad un certo punto di pormi su un'altra linea, su un altro parallelo e in quel momento sono diventa improduttiva. Difficile essere accettati così, essere capiti. Il tempo deve servire per avere qualcosa che alla fine si quantifica, la via più facile è impiegarlo lavorando. Io ho ridotto, scelto di procacciare in altro modo quello che ottenevo con i soldi dello stipendio. Sono stata baciata dalla fortuna e dall'amore che danzando insieme mi hanno permesso di fare esattamente quello che volevo. Ritengo indispensabile avere del tempo da passare sul divano con i miei pensieri, di vederli diventare punti di lana che si infilano uno dietro l'altro, ritengo irrinunciabile passare a sistemare i colori con la mia amica - sorella, ritengo necessario entrare in gruppi e in reti le cui maglie hanno respiri così ampi da non essere percepiti da tutti, ritengo vitale cercare l'alternativa, l'altro modo, l'altra comunicazione, ritengo sostanziale avere sogni individuali, sogni d'amore, sogni di crescita, ritengo fondamentale provare a mettermi in punta di piedi e spiccare il volo per arrivare là nel cosmo, ascoltare i sussurri, toccare i venti, percepire il grande progetto. Ritengo di dover avere un'agenda in cui indicare chiaramente le ore del mio libero tempo, quello che se non c'è mi vede deperire e annerire, quando nutro le mie radici, sciolgo le mie energie e appare il vuoto. Ritengo di dover individuare il mio compito aleggiando nel vuoto per poi poterlo portare a termine. So che non si capisce, so che appare strano difendere un tempo che non ha un valore economico, so che si può pensare discutibile la mia scelta, so che del resto non mi interessa. Non sola, ma libera, non insieme, ma solidale. Non massa, ma individualità.

FINOCCHI CREMOSI

3 finocchi
1 cucchiaio di tamari
1 cucchiaio di farina
1 bicchiere di latte di soia
noce moscata

Pulire i finocchi e tagliarli a pezzi, metterli in un tegame in pirex e versare il latte di soia e il tamari. Cuocere alla massima potenza per 10\15 minuti. Aggiungere il cucchiaio di farina, mescoalre bene in modo da scioglierla, grattare la noce moscata e cuocere ancora per tre minuti.

I finocchi sono la variante senza latte di quelli proposti qui, ne abbiamo la fissa...ci piacciono così tanto che li faccio e li rifaccio. Volevo chiedervi di regalarvi cinque minuti di tempo e di perdervi nel bellissimo post di Silvia. Mentre ringrazio Laura di I dolci di Laura e Stefania di Cardamomo&co per questo premio:

che prevede anche la risposta a queste domande:

1.In quale animale ti incarneresti?...miao....gatto!

2.Di chi o che cosa non potresti fare a meno? ...libertà...

3.Cosa apprezzo di più di una persona? ...l'autenticità..

4.Di che colore preferisco vestirmi?...di colore....

5.Definisciti con tre parole: ...io, io, io!

6.Un viaggio che vorrei fare o un paese che vorrei visitare: ..un viaggio che vorrei fare è un viaggio senza meta, senza scadenza, seguendo l'istinto, non programmando, cercando la direzione...

7. Citazione preferita:gAAAllina! dalla Pina e Diego...

8.Cosa ti piacerebbe fare:...quello che faccio...

9.Se ti dedicassi a quello che fai cos'altro ti piacerebbe fare:..vivere al mare...

10.Qual è la tua maggior stravaganza? ...essere una gallina orgogliosa...

Ringrazio ancora Stefania per il premio


e Cucina Vegetariana per il premio

Regalo il primo premio a tutto quelli che portano gli occhiali, il secondo a chi ha un libro da finire sul comodino e il terzo a chi ama la liquirizia, per gli altri baci sparsi!

Aggiornamento: sbadata come sono non avevo ritirato il bellissimo premio di Marifra di Menta e Liquirizia, che mi rende invece molto felice, perchè la magia è ovunque. Eccolo e questo ovviamente non posso che regalarlo a chi ha la testa fra le nuvole!

lunedì 2 novembre 2009

Il tamari

Il tamari è un liquido bruno scuro che si ottiene dalla fermentazione dei semi di soia. Il procedimento per ottenerlo è lungo e laborioso: dopo la cottura dei semi di soia al vapore, questi vengono appallotolati e sparsi di fermenti, per innescare il processo di fermentazione. Dopo due giorni, le palle vengono fatte asciugare e poste in barili di cedro con acqua e sale per 18 mesi, durante il quale la mistura viene rimescolata più volte. Per ovviare al problema della conservazione si aggiunge del Mirin (vino dolce di riso fermentato9 oppure si utilizza zucchero e alcool. E' un condimento antico, gi à usato di monaci buddisti nel XII secolo che raccoglievano il liquido che si fermava in fondo ai fusti di fermentazione della per usarlo come condimento.
Oltre al Tamari esiste lo Shoyu, salsa ottenuto con lo stesso procedimento, ma dalla fermentazione di soia e frumento.
Il valore nutrizionale del tamari è legato al suo valore proteico (più elevato dello Shoyu), nella medicina tradizionale è impiegato in molti preparati utili per il cuore e la circolazione.
Si distingue dallo Shoyu per un sapore più deciso e marcato, ma ne condivide le stesse proprietà: basso contenuto di sodio, può essere usato come sostituto del sale. E' apprezzato come rinforzante e svolge un'azione benefica per la digestione.
Basta qualche goccia di tamari per dare sapore a verdure, minestre, zuppe, evitando di usare il dado o per arricchire il sapore di piatti freddi, insalate e paste.
E' considerato un buon integratore alimentare, ricco di proteine, enzimi vitamine ed oligoelementi.
tratto da un depliant informativo distribuito da Naturasì - Il supermercato della natura

TORTINO DI FAGIOLI ROSSI E FUNGHI



500 gr di fagioli rossi lessati
pane grattugiato
cipolla
aglio
olio extra vergine d'oliva
tamari
500 gr di funghi champignon
santoreggia

Pulire i funghi, affettarli e cuocerli in un tegame, aggiungendo un cucchiaio di tamari, prima di spegnere, spolverare con la santoreggia secca.
Frullare i fagioli con uno spicchio d'aglio e la cipolla, aggiungere alla purea i funghi e mescolare. Ungere una tortiera e cospargere con il pangrattato, versare il composto, spolverizzare con il pangrattato e cuocere in forno a 170° per circa 20 minuti, fino a doratura.

Mi scuso per questa foto, fatta di fretta e con le luci della cucina, ma nonostante la pessima immagine vi consiglio il tortino, che rappresenta un ottimo e gustoso secondo piatto proteico. Ho deciso di fare questa breve nota informativa sul tamari, dato che spesso mi chiedete che cos'è e come si usa. In questa proposta ad esempio sostituisce completamente il sale e rende particolarmente saporiti i funghi, valorizzandone i sapori.
Se decidete di provare il tamari o lo shoyu cercatene uno assolutamente di origine biologica:, poiché in questo modo sono garantiti la scelta di ingredienti genuini, il non utilizzo di additivi e il rispetto del lungo procedimento di produzione.

giovedì 29 ottobre 2009

Tesorooooooooo: io spengo la tv!

Avevo già scritto qui e qui cosa pensavo di chi intende "l'appropriamento indebito del materiale altrui" come "essere creativi", avevo già espresso la mia indignazione e il mio scarso rispetto per testoline così corte. Poi avevo appoggiato la battaglia antiplagio e il modo in cui noi blogger ci eravamo organizzati per far sentire la nostra voce. Avevo anche gioito perché pure "una monotematica a senso unico" aveva rubato una mia ricettina, scoprendo l'ebrezza dell'essere plagiata. Infine avevo deciso che di questi piccoli ladruncoli volevo un po' fregarmene, impegnandomi, se mi capitava, a segnalare agli interessati gli abusi, ma rifiutandomi di andare a cercare o di spulciare siti quando si trova qualche nuovo frodatore. Questo perché ritengo il mio tempo troppo prezioso per sprecarlo con questi simpatici truffatori. Ma in questi giorni nuove candidature si sono aggiunte alla Banda Bassotti della rete: Paoletta, Adriano,e Lydia sono stati derubati dai potenti, da chi ha i mezzi, da chi fa i conti con il successo, da chi per ottenere un risultato ci deve lusingare, sorridere, trattare bene. E invece....mentre ci sorridono ammiccanti, mettono canzoncine frastornanti, zitti zitti, quatti quatti rubano le ricette o le foto. Capito??? Chi fa il maestro usa il genio altrui e non cita, non nomina, non ringrazia...prende e basta, con la superbia di chi crede di potere, ma non potrebbe. Per cui oltre ad esprimere qui il mio schifo per tanta arroganza, oltre ad aderire per solidarietà all'iniziativa di Rosy per pubblicare l'8 novembre 2009 a blog unificati la crostata di Adriano, comunico UFFICIALMENTE che boicotterò schiacciando il tasto OFF i ladroni, coglierò ogni occasione, pubblica e privata, per ricordare la bassezza dei loro gesti e cercherò di convincere chiunque a cambiare canale in certi orari, perché credo che alla fine il vero potere è questo. Per cui nota signora della nota trasmissione: io non ho bisogno di te, ma tu puoi dire a me la stessa cosa?
p.s. genialoni della carta stampata ovviamente vale anche per voi!

p.s. ho letto ora da Paoletta che le è stato riconusciuto il giusto per la sua foto...meno male!

------------------------
MACCHERONI ALLA RICOTTA


280 gr di maccheroni
200 gr di ricotta di capra
noce moscata
40 gr di formaggio di pecora stagionato
un mazzetto di basilico e maggiorana
sale

Lessare la pasta al dente, nel frattempo tritare con la mezzaluna le erbe aromatiche. Lavorare con un cucchiaio la ricotta, aggiungere le erbe e una grattatina di noce moscata, eventualmente amorbindendola con qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. Scolare la pasta e unirla alla crema di ricotta, aggiungere il formaggio grattuggiato.

Ho preso spunto per la ricetta da quella proposta su Cucina Dietetica n.11, ho solo cambiato tipo di formaggio per non usare quello di tipo vaccino. Ho usato le ultime foglie di basilico e i ciuffi di maggiorana che questo autunno caldo mi ha regalato. Visto che le calcola il giornale, vi informo che una porzione ha circa 340 kcal!

lunedì 26 ottobre 2009

Una stanza segreta


E' una vita che sogno un angolo tutto mio dove trafficare, riordinare, accumulare, sperimentare...insomma un'officina delle mie idee, dove poter fare e dove tenere tutte le mille cose che desidero tenere.
Come la confezione carina di quella cosa, la scatola grande della bomboniera, il tubo di cartone, le pigne, le conchiglie, i bastoncini, le perline, la lana, i colori, i ferri, i pezzettini di carta, i nastri riciclati, le stoffe. Nella mia fantasia c'è un ordine pazzesco, dove ogni cosa è catalogata. Scatole con scritto quello che c'è dentro, messe in ordine per colore. Un posto per ogni cosa, dove tutto si trova, ma nello stesso tempo che lascia spazio alla fantasia, al colore.
Mi conosco abbastanza per sapere che questo puntiglioso ordine probabilmente rimarrà irrealizzabile, ma con un po' di rigore, mi ci posso avvicinare.
Ho sempre invidiato le stanze segrete delle donne, quando entravo in una casa e trovavo quell'angolino allegro e caotico, che mi raccontava in ogni minuscolo pezzetto una lunga storia e ne ho sempre voluta una.
Insomma una mia stanza segreta.
E così dopo che la stanzetta di sopra è stata quella degli ospiti, il guardaroba, una camera importante, un antro buio, un posto da cancellare, uno sgabuzzino, uno spazio dimenticato, ora sta diventando la mia stanza segreta. Ho aperto la finestra, spostato gli armadi, portato un mobile che mi ha visto crescere, girato il tavolo e pulito. Poi ho portato la macchina da cucire, la vecchia enciclopedia della maglia che mi hanno regalato e tutti i pennelli e i colori per dipingere. E già mi piace.
Ho deciso di fare piano, di portare poco alla volta, rispondendo ad ogni richiamo che nasce.

DEVINETTE
100 gr di burro
3 uova
80 gr di zucchero di canna
50 gr di nocciole tritate
300 gr di farina 0
50 gr di cioccolato fondente tritato
250 gr di zucchine
16 gr di cremor tartaro

Lasciare ammorbidire il burro a temperatura ambiente. Grattugiare le zucchine. Sbattere le uova con lo zucchero, fino ad ottenere una crema bianca, aggiungere la farina e il burro ammorbidito e il resto degli ingredienti, lasciando per ultimo il cremor tartaro. Mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Imburrare e infarinare uno stampo da plum cake, versare l'impasto e cuocere 180° per 50 minuti, controllando con la prova stecchino.

L'idea di questa torta l'ho presa da una ricetta di un libretto francese "Les Gateaux de Caroline", io ho ridimensionato le dosi di burro e zucchero, per assecondare i miei gusti e ho usato nocciole al posto delle noci e solo un terzo del cioccolato previsto per esigenze di dispensa. E' una torta davvero buona, le zucchine la rendono morbida ed umida e regalano un sapore e un colore particolare che ben si armonizzano con il cioccolato amaro e le nocciole. Nei giorni successivi migliora. Trovo una difficoltà eccessiva a rendere fotogeniche le fette di torta... consigli?




giovedì 22 ottobre 2009

COSE GNOMESCHE


La gnoma ormai si è legata a doppio filo con Nina, le ha insegnato a riportare la palla, le controlla il pelo tutte le sere, le parla e la tranquillizza. Nina dimentica, passo dopo passo, il suo ombroso passato, per entrare di corsa in un presente di monellerie e giochi. E così escono in giardino e ascolto la gnoma che dice: "Allora Nina, facciamo così, facciamo finta che quella è la riga e che la palla non deve uscire, io la tiro tu la prendi, va bene?"
Penso di si, anzi bau.


------------------------
Gnoma: "Ma se inventano l'elisir per vivere per sempre senza mai morire, lo prendi?"
Gallina: "No, penso che poi sarebbe noioso e terribile."
Gnomo: "......
.......
.......
bhe se lo inventano, te lo metto nel bicchiere e non ti dico niente."

------------------------
La gnoma mi dice: "In storia dovevo fare un disegno sugli etruschi, io ci ho messo un sacco per farne un pezzettino, ma dovrei aver già finito...solo che c'era la scritta in cicciotello e io il cicciotello non lo so fare. La maestra di religione scrive un cicciottello bellissimo e mi ha fatto tutto il quaderno in cicciottello, infatti è il quaderno che preferisco. A me il cicciottello non viene bene, è difficilissimo, ma è molto bello, ecco io vorrei più di ogni altra cosa scrivere in cicciottello perfetto."

------------------------
C'è una calzina che oramai da settimane vive sola, ho lavato tutto, fino al fondo della cesta dei panni nella speranza di ritrovare la sua compagna, ho cercato negli angolini dei cassetti, controllato millanta volte sotto il letto e tra le lenzuola, ma quella calzina sta sola. Quando, proprio stamattina, mentre rifaccio il letto della gnoma, trovo un bambolina di stoffa orrendissima, ma portatrice di amore perchè regalo della migliore amica gnoma, che dorme tranquilla in un piccolo saccapelo, ricavato dalla sorella gemella della calzina abbandonata. Ora quale battaglia è più importante: lasciamo dormire al caldo le bamboline o non abbandoniamo le nostre calzine?

------------------------
Accompagno la gnoma in palestra, mentre esco c'è un'altra coppia gallina\gnoma che torna a casa, sento la dolce signora che domanda cosa preparare per cena. Non sono così zabettona (si un po' si...), ma rallento per ascoltare, chissà magari mi risolvono in cucina.
L'altra gnoma risponde: "Un panino!"
La mamma ribatte: "Ma noooooo, qualcosa di più coccoloso!"
La piccola si illumina: "Ma andiamo al Mc.Dxxxx, così tu non ti stanchi"
La signora suadente sussurra: "Ma io pensavo ad una bella minestra calda e cremosa..."
La nanetta conclude: "..e no mamma, io stasera devo stare leggera!"

------------------------
Nel pollaio la convivenza continua tra alti e bassi.
Agamennone non vive più sull'armadio, quando Nina non c'è, scende e fa il ganassa tra sala e cucina, gli soffia attraverso il vetro e lei lo guarda dubbiosa. A volte stanno anche due stanze vicine, osservandosi a distanza, uno in gattesco, l'altra in cagnesco.
Nina non capisce perché lui non si fa prendere sul collo per poi essere sbattacchiato in ogni dove, come si fa con qualsiasi peluche morbido.
Agamennone è orrendevolmente disgustato dall'enormità e dalla malagrazia di questa cosa gigante a quattro zampe e pure un po' puzzosa e noi continuiamo a spargere diffusori di ferormoni, nella speranza che sia amore e pace per tutti.

RAVIOLI SEMPLICI CON RICOTTA ED ERBETTE


400 gr di semola rimacinata di grano duro
acqua quanto basta

erbette
ricotta di capra
pepe e sale

burro
salvia


Preparare la pasta, lavorando la semola e l'acqua, fino ad ottenere un impasto compatto ed elastico. Lasciare riposare per almeno un'ora sotto una ciotola.
Nel frattempo lavare e cuocere al vapore le erbette. tritarle finemente, aggiungendo la ricotta e aggiustando di sale e pepe.
Prendere le pasta e tirarla sottile con il mattarello. Per avere un risultato migliore una volta ottenuta la sfoglia, ne ho lasciata cader metà dal bordo del tavolo, tirando l'altra metà con il mattarello, in questo modo il peso della pasta che cade, permette un risultato migliore.
Tagliare con un taglia pasta tanti cerchi, mettere un cucchiaino di ripieno in ogni metà dei dischi di pasta, ripiegarli e sigillare con le dita.
Far bollire una pentola d'acqua, a cui aggiungere un filo d'olio e tuffare i ravioloni per alcuni minuti. Nel frattempo sciogliere un pochino di burro in una pentola antiaderente insieme a 3\4 foglie di salvia, mettere man mano che si scolano i ravioloni e ripassarli per qualche minuto.

So che è una ricetta banale, la base di tutte le ricette delle paste ripiene, ma volevo sperimentare qualche trucco. Ho potuto osservare che un lungo riposo della pasta permette di ottenere un'ottima sfoglia, ben lavorabile, anche se non si usano uova. Far cadere metà pasta dal tavolo, tirando l'altra metà mi ha permesso di ottenere una bella sfoglia omogenea e sottile solo con il mattarello.
Tutto questo, per una gallina come me, non è poi così scontato. Il resto è basato sui principi della semplicità e dell'essenziale: pochi sapori da esaltare.


lunedì 19 ottobre 2009

Etccciùùùùùùùùùùùùùùù....


Dopo che mi hanno pure smobilitato Topo Gigio, dopo che mi tocca aspettare che tutti i ragazzini si passano le mani con gel profumati prima di fare i compiti, dopo che la gnoma mi ha detto che deve starnutire nell'avambraccio in caso di emergenza, mi sono chiesta come la gallina e il pollaio affronterà l'emergenza dell'influenza suina. Ne ho anche chiacchierato con un'amica e ho pensato di pubblicare qui la mail che le ho mandato, perchè rappresenta il mio personalissimo pensiero di gallina.

Io non farò il vaccino e non lo farò fare a mia figlia, credo che l'influenza A sia un'influenza come le altre, se ci si ammala si sta a letto. Inoltre credo che, a meno che non si sia gravemente malati, si viene da zone a rischio o si paghi...nessuno ti farà il test per vedere che capperi di influenza si ha, per stare tranquilli verrà rifilato un antibiotico che quasi sicuramente sarà inutile.
Ho chiesto al mio medico e alla mia amica farmacista e alla fine mi sono convinta che non siamo a rischio di morte, che ci sono in giro epidemie silenziose ben più gravi e che fa comodo vendere tanti vaccini.
Non comprerò nemmeno uno di quei gel pseudo-lavamani, che trovo inutili, anche perchè innestano un'insana nevrosi, ho chiesto alla gnoma di lavarsi bene le mani, come dovrebbe fare sempre. E non useremo nemmeno i fazzoletti usa e getta, credo sia più rischioso far collassare la terra a causa dei nostri comportamenti inquinanti piuttosto che usare un fazzoletto di stoffa, anche due volte di seguito (amo il rischio e sono temeraria).
Ma forse anche questo è business.
L'unica cosa che sto facendo, come ogni anno, è una bella cura preventiva omeopatica e naturale che aumenti le difese immunitarie della gnoma e nostre ...e poi se mi ammalo me la prendo comoda...stare sotto le coperte a volte è piacevole!
Ovviamente questa è un'opinione personalissima, che mi sono fatta chiedendo e leggendo in giro e sulla base della mia scarsissima opinione della medicina tradizionale.
Voi che pensate di fare?

CIAMBELLA ROMAGNOLA



350 gr di farina 0
3 uova
125 gr di burro
100 gr di zucchero
100 ml di latte di riso
18 gr di cremortartaro
2 cucchiaini di buccia di arancia essiccata
sale

Sbattere le uova con lo zucchero e poi aggiungere il sale, la buccia di arancia, il burro e mescolare. Aggiungere il latte, la farina e il lievito e mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Mettere l'impasto in una tortiera a ciambella e cuocere a 180° per 40 minuti.

Ho trovato la ricetta di questa ciambella da Nicoleta, è la tipica ciambella romagnola, io ho solo diminuito la quantità di farina e zucchero e usato uno stampo forse poco vicino alla tradizione. La torta è davvero buona. Grazie Nico!
Ringrazio Minnie di Sfizie e Delizie per il premio Magico e Laura di Spadellando qua e là, a cui do il benvenuto nel pollaio, per il premio Honest Scrap.